“In Sud Sudan quasi un bambino su cinque è stato costretto a fuggire dalla propria casa”. E’ l’allarme lanciato da Leila Pakkala, direttore regionale dell’Unicef per l’Africa orientale e meridionale. Insieme all’Unhcr, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, l’Unicef fa sapere che il numero di bambini fuggiti dalla guerra civile ha superato quota un milione.

Secondo gli ultimi dati dell’Onu, i bambini costituiscono il 62% dei rifugiati di guerra, 1,8 milioni di persone in quattro anni di conflitto. La maggior parte di loro è riuscita a oltrepassare i confini e a raggiungere Uganda, Kenya, Etiopia e Sudan. “Se a questo dato si aggiunge che più di un milione di bambini sono sfollati all’interno del Sud Sudan, si può comprende come il futuro di una generazione sia veramente sull’orlo della catastrofe”, commenta il direttore Pakkala.

Gli scontri nel Sud Sudan vanno avanti dal 2013, quando i militari di etnia dinka, fedeli al presidente Salva Kiir, hanno cominciato a scontrarsi con i soldati dell’esercito di etnia nuer, guidati dal vice presidente Riek Machar, accusati di tramare un colpo di stato. Dopo forti pressioni da parte della comunità internazionale, nell’agosto del 2015 è stato raggiunto un accordo di pace, che ha portato alla creazione di un governo di transizione. I due leader rivali però hanno continuato a combattere per il controllo del Paese, ignorando i richiami dell’Onu a rispettare gli accordi di pace. Dall’inizio del conflitto più di mille bambini sono stati uccisi o feriti, mentre 1,14 milioni sono sfollati. Solo un quarto di loro riesce ad andare a scuola: è il record negativo a livello globale.

“Oggi nessuna crisi dei rifugiati mi preoccupa più di quella del Sud Sudan”, dice Valentin Tapsoba, direttore dell’Ufficio dell’Africa dell’Unhcr. “Il fatto che i bambini rifugiati stiano diventando il volto di questa emergenza è incredibilmente preoccupante. Noi tutti nella comunità umanitaria abbiamo bisogno di sostegno urgente, convinto e sostenibile per poter salvare le loro vite”