Chi è Gadi Eisenkot, l’ex generale che proverà a formare il nuovo governo israeliano: la famiglia operaia, l’esercito, il figlio ucciso a Gaza
Dopo che il presidente israeliano Isaac Herzog gli ha affidato oggi il compito di formare il prossimo governo, il leader di Yashar, Gadi Eisenkot, avrà 28 giorni per formare un governo. Ma chi è il rivale di Benjamin Netanyhau?
Nato a Tiberiade il 19 maggio 1960, Eisenkot avrà il difficile compito di trovare la quadra. Non era mai successo che un incarico di formare un governo arrivasse a un mizrahi della grande comunità d’ebrei mediorientali. I mizrahi israeliani, provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente, hanno infatti storicamente subito discriminazioni da parte dell’elite del paese di origine europea. Eisenkot, 66 anni, proviene infatti da una famiglia operaia di immigrati ebrei marocchini. Per 40 anni ha scalato i ranghi dell’esercito israeliano, fino a diventare capo di Stato Maggiore.
In particolare ha ricoperto nel corso degli anni ruoli di comando nella brigata Golani, nella divisione corazzata Bashan e nella divisione Giudea e Samaria, fino ad arrivare ai vertici dell’Idf, dove nel 2012 è stato nominato vice capo di Stato maggiore, per poi diventare il 21esimo capo di Stato maggiore nel febbraio 2015.
Attualmente, il generale guida il principale partito di opposizione, il centrista Yashar, dopo essere entrato in politica nel 2022. Suo figlio Gal è stato ucciso a 25 anni in combattimento nella Striscia di Gaza in seguito agli attacchi del 7 ottobre, e così anche due suoi nipoti. Eisenkot ha anche ricoperto il ruolo di osservatore nel gabinetto di guerra di Netanyahu, ma si è dimesso dopo otto mesi accusando il primo ministro di non avere una strategia chiara.
Con il passare dei mesi dell’operazione a Gaza, l’ex generale ha via via espresso posizioni diametralmente opposte rispetto a quelle del primo ministro in merito alla strategia necessaria per riportare a casa vivi gli ostaggi nelle mani di Hamas, sostenendo la necessità di un accordo per via diplomatica che consentisse la loro liberazione. Nel giugno 2024 Eisenkot si è dimesso dal governo insieme al suo schieramento politico, in aperto contrasto con la gestione della guerra da parte di Netanyahu. Nel giugno 2025 ha poi lasciato anche il partito di Gantz, di cui ha criticato le dinamiche interne, e si è dimesso dal suo seggio alla Knesset. Nel settembre 2025 Eisenkot ha fondato il partito Yashar. A Eisenkot viene attribuita la formulazione della cosiddetta “dottrina Dahiyeh” israeliana, una strategia militare che prevede l’impiego di una forza sproporzionata nelle aree da cui i militanti lanciano gli attacchi.