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Israele, Eisenkot riceve l’incarico di formare il nuovo governo: “Momento fragile per la democrazia”. E apre al Likud senza Netanyahu

Il nodo principale per ottenere la maggioranza in Parlamento riguarda Avigdor Lieberman e il ruolo del partito del primo ministro uscente
Israele, Eisenkot riceve l’incarico di formare il nuovo governo: “Momento fragile per la democrazia”. E apre al Likud senza Netanyahu
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Come annunciato, il presidente di Israele, Isaac Herzog, ha affidato ufficialmente al leader di Yashar, Gadi Eisenkot, l’incarico di formare un nuovo governo dopo le elezioni del 27 ottobre. Adesso Eisenkot ha 28 giorni, in base alla Legge fondamentale, per formare un nuovo esecutivo. Qualora fosse necessario più tempo, il presidente potrà concedere una proroga fino a ulteriori 14 giorni. Il primo ministro in pectore ha aperto l’alleanza al Likud, ma senza Benjamin Netanyahu.

“Israele è in un momento di emergenza, ci sono fronti di guerra aperti e non tutti gli obiettivi sono stati raggiunti” ha detto Eisenkot dopo aver incontrato il presidente Herzog. “Siamo in uno dei momenti più fragili che la democrazia israeliana abbia mai conosciuto per via della delegittimazione contro le istituzioni dello Stato che ci ha portato a un punto pericoloso. Per questo c’è grande urgenza per una nuova leadership di cui ci si possa fidare”.

Poi il passaggio sull’alleanza: “È possibile e opportuno istituire rapidamente un nuovo governo, che goda di un’ampia maggioranza alla Knesset. Se davvero i membri del Likud e del Sionismo Religioso credono che questo sia il momento dell’unità, come hanno dichiarato davanti al presidente, non riesco a immaginare un motivo per cui non dovrebbero venire a sostenere un governo sotto la mia guida e secondo i principi che ho presentato”. In questo senso, secondo Eisenkot, “ci troviamo probabilmente nella situazione politica più complessa e delicata dalla fondazione dello Stato. Nessuno sarà in grado di mantenere tutti gli impegni presi e tutti noi siamo chiamati a scendere a compromessi. Anche questo è un segno di leadership: saper decidere e stabilire le priorità”.

Eisenkot dovrebbe incontrare domani il leader di Yisrael Beytenu, Avigdor Lieberman, nel tentativo di risolvere i contrasti sulla formazione del nuovo esecutivo e coordinare l’agenda parlamentare del cosiddetto “blocco del cambiamento”. Eisenkot dovrebbe inoltre incontrare nel corso della giornata Naftali Bennett, leader di B’Yachad. Il principale punto di disaccordo tra i leader di Yisrael Beytenu e Yashar riguarda il fatto che Lieberman ha escluso esplicitamente il sostegno a qualsiasi governo di minoranza o a un esecutivo che dipenda dai partiti guidati da esponenti arabi. Questa posizione restringe notevolmente le possibilità di Eisenkot di ottenere il sostegno parlamentare necessario. Lieberman ha invece manifestato la disponibilità a negoziare con i partiti ultraortodossi, rompendo con la sua storica opposizione a qualsiasi forma di collaborazione con loro. Ha inoltre lasciato intendere che alcuni parlamentari del Likud potrebbero abbandonare il blocco di Netanyahu. Questa apparente inversione di posizione sulla questione degli ultraortodossi ha suscitato critiche e alimentato le accuse secondo cui Lieberman starebbe ostacolando gli sforzi di Eisenkot per ambizioni personali, con l’obiettivo di diventare primo ministro. Accuse che Liberman respinge.

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