Scrivo con indignazione a fronte dei violentissimi attacchi a Ong di cui conosco bene valore, trasparenza ed efficacia. E scrivo da presidente della Social change school, che ha formato molti dei manager e dei professionisti che oggi lavorano proprio in quelle organizzazioni, per prendere posizione a supporto della reputazione loro e dei loro dirigenti. Sono testimone da molti anni dell’onestà e della durezza di un impegno portato avanti tra il danno delle emergenze e la beffa dei buffoni in politica.

Le Ong italiane stanno in questa settimana reagendo unite e con valutazione politica e penale delle calunnie sottintese alle domande ed alle affermazioni piene di fango del blog Cinque Stelle e Luigi Di Maio, “valutando in quali sedi intervenire in difesa della propria azione, immagine e credibilità (Medici Senza Frontiere-Ufficio Stampa)”.

Vorrei fare un po’ d’ordine, raggruppare le principali risposte pervenute al momento in cui scrivo e chiarire gli aspetti penali delle dichiarazioni che le Ong stanno valutando. Secondo l’articolo pubblicato sul blog di Beppe Grillo, non si capirebbe quali siano i finanziatori delle Ong: “Da dove arrivano questi soldi?”.

Risposta semplicissima: “Le attività di salvataggio sono realizzate con fondi privati, con il sostegno di fondazioni e attraverso libere donazioni di cittadini, senza richiedere finanziamenti pubblici” precisa Aoi, Associazione Ong italiane. Allego per i lettori i link ai bilanci di Ong come InterSOS, Save the Children, Medici Senza Frontiere e Amnesty International, che da anni sono trasparenti nel condividerli con il web con chiunque voglia conoscerli prima di sparlare. Marco Bertotto per Medici Senza Frontiere: “Forse chi ci critica dovrebbe chiedersi come mai ci sono tanti cittadini italiani disposti a darci qualcosa per salvare tante vite in mare”.

Prosegue il blog 5 Stelle: “In base a quale accordo queste Ong se ne stanno a ridosso delle coste libiche per fare il pieno di migranti e portarli in Italia? Con chi si relazionano in Libia? Fare il pieno di migranti”. Ma che linguaggio squallido! Per Marco Bertotto (MSF), parlano i numeri: “I numeri non forniscono nessuna prova del fatto che esistano delle connessioni tra la presenza dei mezzi di soccorso e il numero delle partenze dalla Libia”.

Valerio Neri, direttore di Save the Children, chiarisce che la magistratura “ha definito Save the Children e MSF al di sopra di ogni sospetto” e che “i nostri interventi nascono, si sviluppano e si concludono esclusivamente sotto le direttive della Centrale Operativa della Guardia Costiera che coordina i soccorsi in mare” (La Repubblica). Tutto il resto è calunnia.

Durissima e senza appello è anche la reazione di Amnesty International, rappresentata da Giovanni Ruffini, che mette la mano sul fuoco su tutte le Ong italiane impegnate nei salvataggi.

Ancora Associazione Ong italiane: “I vertici della Guardia di Finanza, ascoltati dalla Commissione Difesa del Senato, hanno negato l’esistenza di prove di collegamenti fra ong e organizzazioni che gestiscono il traffico di migranti, come invece si continua subdolamente ad affermare”. Inoltre “l’Agenzia europea Frontex non ha mai definito ‘taxi del mare’ le imbarcazioni di Moas, MSF, Save the Children, Sos Méditerranée e delle altre Ong, come invece l’onorevole Di Maio ha scritto e detto in questi giorni”.

Filippo Ungaro, responsabile comunicazione per Save the Children, mi scrive semplicemente: “E’ una cosa allucinante, noi salviamo vite, siamo trasparentissimi!”.

Un boomerang politico per il Movimento 5 Stelle. Lodovico Mariani, direttore finanziario di Amref e nostro ormai storico collaboratore nella formazione di ambito umanitario, commenta con amarezza: “E’ un pericolo molto insidioso per una società perdere il valore delle vite umane ed usarle per posizionamenti elettorali”.

Un vice-presidente della Camera, l’onorevole (per definizione) Luigi Di Maio, che, per posizionamento elettorale, arriva al cinismo di descrivere come “taxi del mediterraneo” dei gommoni sbilenchi traboccanti di umanità devastata e programmati per affondare dopo pochi chilometri in modo da obbligare Guardia costiera e Ong al salvataggio, denota per le Ong italiane “il grado di pochezza politica, ignoranza e becera strumentalizzazione che sta diffondendosi anche ai più alti livelli istituzionali”.

La Cei rincara e definisce “vergognose” le parole di Di Maio in merito alle Ong che si occuperebbero dei migranti, rimangiandosi l’apertura da poco concessa.

Per me, le disonorevoli parole di Di Maio denotano una sensibilità degna di un giovane gerarca nazista. E’ questa la nuova classe politica italiana?

Aggiungo: questa ricerca di posizionamento politico ‘trumpista’ col mero calcolo elettorale di togliere qualche voto alla Lega ed all’estrema destra è politicamente controproducente in Italia. Nelle Ong e nel ‘Terzo settore’ italiano lavorano o fanno volontariato 5 milioni di persone, di cui in parecchi, prima di queste uscite, simpatizzavano per i 5 Stelle. Attivisti, passionali, persone che non solo votano ma fanno la società dal basso e fanno opinione. Questa è una grave frattura che causerà tanti voti persi per il M5S, spintosi su un posizionamento estremo proprio mentre l’europeismo vince in Francia con Macron. Noi la disumanità non riusciamo a votarla, neanche turandoci il naso.

Nel video che segue, il racconto vero e questo sì, onorevole, sul dramma dei salvataggi e sulla collaborazione tra Save the Children e Guardia Costiera, con le parole di Daniela Fatarella, vicedirettrice di Save The Children.

                                  

Concludendo una nota personale: per un po’ avevo creduto che il Movimento 5 Stelle avrebbe potuto costituire uno scossone anche valoriale per l’Italia. Ora temo che un Movimento nato da un buffone (in pregevole senso artistico) possa finire in una tragica buffonata (in senso politico). Perché non accada, Grillo e Di Maio, salite sulle nostre navi, informatevi bene, sciacquatevi la bocca prima di parlare delle Ong e recuperate quell’umanità che state calpestando dentro e fuori di voi. Forse resisteremo alla tentazione di buttarvi a mare. 

Ringrazio in particolare Francesco Petrelli di Oxfam Italia e già Presidente di Aoi-Associazione Ong italiane, per avermi riportato le posizioni di Aoi (non ancora pubblicato nel momento in cui scrivo), Filippo Ungaro Resp. Comunicazione di Save the Children, Lodovico Mariani Direttore Finanziario di Amref e gli  altri colleghi che hanno contribuito.  www.socialchangeschool.org blog4change