Pistoia, il Vaticano rimuove don Biancalani: “Contestato perché ho accolto i migranti? Era un’indicazione di Bergoglio”
Don Massimo Biancalani, il prete di Vicofaro e Ramini a Pistoia, noto per aver accolto decine di migranti, è stato ufficialmente rimosso dal Vaticano e dal Vescovo della diocesi, monsignor Augusto Mascagna, per non essersi, sostengono, “preso cura delle anime delle parrocchie fino al totale annientamento della vita comunitaria” e “per aver trasformato in dormitorio – senza alcuna autorizzazione – la chiesa di Vicofaro”. A prendere questa scelta è il Dicastero “pro clericis” della Santa Sede che con un decreto firmato dal segretario, monsignor Carlo Roberto Maria Radaelli e dal sotto segretario monsignor Enrico Massignani, ha confermato la decisione dell’ex pastore della diocesi di Pistoia Fausto Tardelli. E così è stato respinta “la remonstratio” (ovvero il ricorso) di don Massimo.
Al provvedimento è seguito un comunicato della diocesi (ora presieduta da monsignor Augusto Mascagna) pubblicato nei giorni scorsi: “In forza del suo dovere di vigilanza sulle parrocchie della Diocesi come su ogni altro ente ecclesiastico, Mons. Vescovo ha ritenuto necessario nominare provvisoriamente, per la parrocchia di Santa Maria Maggiore in Vicofaro, un amministratore parrocchiale nella persona di monsignor Patrizio Fabbri. Ciò al fine di superare alcune criticità che si sono manifestate in quella parrocchia e che hanno bisogno urgente di essere affrontate. Nel frattempo, don Massimo Biancalani continuerà a svolgervi il ministero sacerdotale con la celebrazione dei sacramenti”. In sostanza, il prete, che fino a pochi giorni fa era ancora parroco di Ramini ha perso anche questa funzione. È rimasto autorizzato solo alla celebrazione dei sacramenti.
Don Massimo, da sempre in prima linea nell’ospitalità dei migranti senza fissa dimora,
impossibilitati ad accedere al sistema pubblico di accoglienza, per anni ha accolto nella chiesa e in altri locali di Vicofaro tanti giovani arrivati dall’Africa e non solo. Una cinquantina erano (e sono
ancora) anche nella canonica di Ramini. L’estate scorsa, a luglio, i reparti di polizia in tenuta antisommossa avevano sgomberato i migranti. Il 10 agosto era arrivata la rimozione di Biancalani da parroco di Vicofaro ad opera del Vescovo lasciandogli solo l’amministrazione di Ramini. Nelle settimane successive altro provvedimento: via anche da Ramini. Una decisione rimasta in sospeso in virtù del ricorso promosso dal prete al Dicastero del Vaticano.
Nemmeno Roma ha salvato don Biancalani. Anzi – secondo i prelati della Santa Sede – don Massimo avrebbe trascurato i parrocchiani per accogliere i migranti. Nel documento firmato da Redaelli e Massignani – che il Fatto Quotidiano.it ha potuto visionare – si parla di “una notevole mole di documentazione”, “testimonianze”, “lettere dei parrocchiani”, “proteste”, “raccolte firme” contro il prete dei migranti. “È stata constatata – cita il dispositivo – la grave negligenza nell’esercizio del ministero parrocchiale…a causa della mancanza della catechesi e di altre attività pastorali”. Il decreto vaticano parla della “perdita della buona stima presso i parrocchiani onesti e seri” e di “un conflitto insanabile a causa del modo di agire gravemente nocivo e perturbatore della comunione ecclesiale anche a causa della trasformazione non autorizzata delle due parrocchie in illegali e fatiscenti centri di accoglienza”.
Un’ennesima tegola sulla testa per don Biancalani che contattato dal nostro giornale spiega: “È una punizione, un provvedimento drastico, duro. Se a Vicofaro ci sono stati da sempre dei problemi, qui a Ramini, il clima era sereno. Sia chiaro: il nostro cammino di accoglienza non era un mio capriccio ma una risposta all’indicazione del Magistero della Chiesa di Papa Francesco che ci conosceva e seguiva. Non si capisce bene in questa decisione in che misura abbiano inciso il Governo, la Chiesa locale, le dinamiche ecclesiastiche”.
In passato don Biancalani era stato preso di mira anche dal leader della Lega Matteo Salvini e osteggiato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi oltre che dalla passata amministrazione comunale. Il don non intende comunque rassegnarsi: “Il Vescovo è la guida spirituale ma resta il mio punto fermo, imprescindibile: la mia dedizione ai poveri”. A Ramini ci sono ancora circa cinquanta migranti e l’ormai ex parroco li vuole proteggere a tutti costi. In merito al decreto Vaticano l’ex parroco spiega: “Aprire le porte non è semplice, arrivano i poveri con le loro fragilità, avere in casa un ospedale da campo è divisivo. La gente si è allontanata per paura non certo perché non mi occupassi di loro”. Don Massimo ammette che ci son state proteste ma anche tanti attestati di stima. Intanto, domani, monsignor Mascagna sarà a Vicofaro per celebrare la Messa e spiegare la sua decisione. Nel frattempo, don Biancalani sta valutando la possibilità di presentare nei prossimi sessanta giorni un nuovo ricorso contro la decisione romana. Il futuro di don Massimo è nelle mani del Vescovo che ancora non si è espresso in merito.