Al cardinale Angelo Bagnasco il regalo è arrivato giusto per Pasqua. A impacchettarglielo il sindaco di Genova Marco Doria che con la sua giunta di centrosinistra, a due mesi dalla scadenza del mandato, ha dato il via libera al progetto del Nuovo Galliera, l’ospedale della curia che da anni cerca di farsi approvare la realizzazione di una nuova struttura accanto ai padiglioni storici. E la trasformazione di cinque edifici oggi destinati a servizi sanitari in circa 20mila metri quadri di appartamenti e negozi da vendere per finanziare parte dell’operazione. Ora manca solo l’ultimo passaggio in conferenza dei servizi, con riunione in programma martedì 11 aprile. Poco più di una formalità, visto che Bagnasco ha dalla sua anche la regione, competente per quanto riguarda le questioni sanitarie. Il governatore della Liguria Giovanni Toti, infatti, non ha mai messo in discussione il piano economico finanziario da oltre 150 milioni di euro che il suo predecessore Claudio Burlando aveva fatto approvare due anni fa, anche quella volta in pieno periodo pre-elettorale.

Il piano economico presenta però una serie di nodi ancora oggi non risolti. Come il mutuo da 36,9 milioni di euro cui aspira il Galliera, più volte criticato dalla Corte dei conti per i rischi di indebitamento che comporta per l’ospedale stesso e per la regione, la quale deve metterci sopra una bella garanzia da aggiungere ai 52 milioni già assicurati di finanziamento diretto. O come i 53 milioni (scesi a 48 secondo la nuova versione del Galliera), che l’ente presieduto dal cardinale spera di incassare dalla vendita dei cinque edifici da convertire e di alcune altre proprietà immobiliari. E qui arrivano altre note dolenti. Perché la quota ricavabile dalla vendita dei cinque edifici è talmente incerta che nei mesi scorsi, su alcuni documenti presentati dal Galliera in conferenza dei servizi, i metri quadri realizzabili avevano beneficiato di una miracolosa moltiplicazione, rientrata solo dopo la denuncia de ilfattoquotidiano.it.

Mentre per quanto riguarda le altre proprietà, da lì l’ente ospedaliero puntava a incassare circa 4 milioni, ma il bando per alienarle è andato deserto e ora il Galliera ha preparato una nuova offerta scontata del 10%. E poi ci sono i 100 posti auto in più chiesti dal comune che dovranno essere realizzati nel piano interrato. E i costi maggiorati per lo scavo? Un articolo del Secolo XIX li ha stimati in 4 milioni, ma il Galliera si è sinora ben guardato dall’aggiornare il piano economico, nonostante al progetto preliminare debba essere allegato per legge quantomeno un calcolo sommario della spesa.

Tutte questioni su cui in futuro il Galliera potrebbe essere costretto a una maggiore trasparenza, visto che una recente sentenza del Tar ha sostanzialmente sconfessato l’autonomia sempre fatta valere dai suoi vertici legati alla curia. Dando infatti ragione alla consigliera regionale del M5S Alice Salavatore su un ricorso contro un rifiuto di accesso agli atti, il tribunale amministrativo ha stabilito che gli eletti mantengono un potere di vigilanza sull’ospedale, dal momento che partecipa al servizio sanitario nazionale ed è finanziato dalle casse pubbliche. Intanto sui conti che non quadrano, Doria ha deciso di fare come Ponzio Pilato. Il perché lo ha spiegato Stefano Bernini, vicesindaco del Pd e assessore all’Urbanistica, presentando in aula la delibera con cui la giunta ha dato l’ok alla realizzazione del nuovo ospedale: “Quello del finanziamento non è argomento di conferenza dei servizi. Dobbiamo stare a quanto regione e Galliera affermano, e cioè che il piano finanziario regge”.

Ma anche limitandosi alle questioni urbanistiche, queste sì di competenza del comune, non tutto torna, secondo il comitato per Carignano e Italia Nostra, che si battono insieme contro il progetto: “Il piano urbanistico comunale – dice la portavoce del comitato Paola Panzera – prevede che gli interventi di demolizione e ricostruzione dei nuovi edifici siano subordinati alla realizzazione di spazi verdi in piena terra e con alberi ad alto fusto, nella misura minima del 30% per ognuno dei lotti in cui è divisa l’area. Ma basta dare uno sguardo alle tavole del progetto, per accorgersi che ci sarà tanto cemento e molto meno verde del previsto”. Per finire con i dubbi sul numero di posti letto: “Saranno 404, rispetto agli attuali 408”, garantisce il Galliera. Ma in una relazione tecnica il sistema di approvvigionamento delle acque potabili viene dimensionato per molti meno posti letto: appena 277.

Twitter: @gigi_gno