Chi consiglia le pseudocure non lo fa certo perché è “buono e generoso”. Persegue, comprensibilmente, il proprio profitto personale a scapito della collettività. La pseudomedicina non alleggerisce però solo il portafoglio di chi ci casca, ma può essere fonte di danni seri. È notizia recente la condanna in primo grado a due anni e sei mesi di reclusione di Germana Durando, omeopata torinese e seguace delle teorie di Ryke Geerd Hamer, un ex-medico pluricondannato. Secondo l’accusa la dottoressa avrebbe tentato di curare una paziente (deceduta nel 2014) affetta da un melanoma tramite queste fantasiose ipotesi ed altre terapie alternative. Hamer affermava che il tumore fosse una risposta dell’organismo a un conflitto psicologico e le metastasi “un’invenzione”. Per leggere delle storie davvero toccanti e purtroppo tristi si può consultare il lavoro di Ilario D’Amato, un bravissimo giornalista autore del “dossier Hamer”, che è ora anche pubblicato in forma di libro.

Capire perché delle persone con una certa cultura sentano la necessità di acquistare acqua e zucchero con proprietà non verificate (i cosiddetti medicinali omeopatici) o peggio ricorrano a pratiche dannose per la propria salute è complesso. La ragione principale potrebbe essere individuata nell’errata percezione della realtà. Soprattutto, quando si tratta di eventi non frequenti, una valutazione del rischio può avvenire solo tramite un’analisi statistica seria.

Recentemente, ci sono stati numerosi casi di morbillo, una malattia che si potrebbe probabilmente eradicare come è stato per il vaiolo tramite un’adeguata campagna di vaccinazione. La percezione di alcuni è che avendola avuta senza conseguenze serie, tutto sommato, non sia così pericolosa. Le statistiche dicono che il morbillo è letale in circa un caso su mille. Bisogna considerare che chi non c’è più, non è in grado di raccontare quanto faccia male il morbillo: le voci che rimangono sono di coloro che l’hanno passato senza problemi. Se una volta aveva senso cercare di prendere questa malattia da piccoli per immunizzarsi una volta per tutti, oggi è errato rinunciare alla vaccinazione. Le morti da morbillo sono scomparse da quando è stata introdotta la vaccinazione. La paura di possibili eventi avversi è sbandierata da chi vuole creare allarmismo al fine di ottenere vantaggi personali, come la presunta correlazione vaccini-autismo, basata su dati falsi da sfruttare in cause di risarcimento di ipotetici danni da vaccino.

Ecco una presentazione accattivante ma rigorosa (tratta da www.iovaccino.it) che confronta la probabilità relativa di effetti collaterali (che in rari casi ci sono) con le possibili complicanze del morbillo. Ciascuno giudichi se valga la pena di rischiare la salute dei propri figli, e anche quella dei bambini per i quali le vaccinazioni potrebbero essere problematiche per davvero in quanto immunodepressi, per seguire il pifferaio magico 2.0 di turno.

Come si può contrastare la disinformazione scientifica? Secondo me, le sanzioni non sono la strategia più produttiva. Quello che invece potrebbe essere molto più efficace è la diffusione di corretta informazione e pensiero critico. A questo proposito, un congresso davvero utile è quello che si terrà a Roma venerdì 7 e sabato 8 aprile, dal titolo “Medicina e Pseudoscienza”.

L’evento ha un taglio interessante. Non punta tanto sul ribadire l’inutilità e la pericolosità delle pseudomedicine, che in ogni caso è bene conoscere, anche se per capire che l’acqua diluita innumerevoli volte con altra acqua, per di più con scritto sopra “medicinale omeopatico perciò privo di indicazioni terapeutiche approvate” è acqua basterebbero e avanzerebbero le competenze acquisite nelle scuole medie inferiori. Piuttosto, le relazioni dei congressisti sono tese ad analizzare il ruolo dei media nella diffusione (anche involontaria) delle bufale. Non è semplice fornire un’informazione di qualità su temi molto delicati. Chi ha delle responsabilità verso il pubblico, come giornalisti, medici o docenti universitari, può essere davvero capace nel suo specifico campo, ma potrebbe incontrare delle difficoltà quando si tratta di comunicare con il grande pubblico. Il programma completo dell’evento può essere scaricato qui.

Per ricordare solo due dei numerosi relatori, la sezione vaccini vedrà la partecipazione di Roberto Burioni, un medico che utilizza i social media in modo molto efficace, e il convegno sarà concluso dall’intervento di quello che è una delle personalità che più si è battuto per una corretta informazione scientifica: Piero Angela.