Luca Montuori è il nuovo assessore all’Urbanistica di Roma Capitale. “Temporaneamente”, gli viene affidata anche la delega ai Lavori Pubblici, in attesa di imminenti nuovi movimenti in Giunta. Dopo la ‘promozione’ al Bilancio di Andrea Mazzillo, dunque, Virginia Raggi pesca ancora una volta all’interno dello staff presente in Campidoglio. In questo modo riempie la casella lasciata vuota il 14 febbraio scorso da Paolo Berdini, dimessosi a sua volta in seguito alla bufera scaturita dalle sue frasi contro la sindaca e, in parte, in polemica sulla linea intrapresa in relazione alla vicenda dello stadio della Roma. Montuori – che in queste ore ha ricevuto anche l’apprezzamento pubblico dell’ex assessore ai tempi di Marino, Giovanni Caudo – ha 51 anni, è architetto ed è professore associato all’Università di Roma Tre; nel 2001 lo studio 2tr_architettura con cui “ha realizzato numerosi progetti” e “partecipato a concorsi internazionali ricevendo premi e menzioni”. Montuori, fra le altre cose, è stato per otto anni membro del Comitato Scientifico della Casa dell’Architettura di Roma, consulente di diversi enti pubblici tra cui il Comune di Roma e l’École française de Rome.

UN ASSESSORE “DI SINISTRA”

Il nuovo assessore, in realtà, è parte integrante dell’attuale amministrazione già dalla scorsa estate, in qualità di capo segreteria dell’attuale vicesindaco Luca Bergamo. Come il numero 2 di Raggi, tra l’altro, anche Montuori “vanta” un passato a stretto contatto con le amministrazioni di centrosinistra, in particolare con quella di Walter Veltroni, con cui si occupava di valutare progetti di rigenerazione urbana, pur non essendo un urbanista vero e proprio. “Ma io non rinnego niente, ho lavorato per la città”, ha detto ai cronisti durante la conferenza stampa di presentazione avvenuta ieri in Campidoglio. Di fatto, pur andando a sostituire un assessore (Berdini) dichiaratamente “comunista”, dopo Andrea Mazzillo, Luca Bergamo, Giuseppina Montanari e Linda Meleo, Montuori è il quinto componente della squadra di governo capitolino ad avere nel proprio curriculum collegamenti con il centrosinistra. “È una prassi – ha spiegato Raggi – quella di cercare persone che abbiano una visione che sia la nostra, quindi usiamo questi due criteri: che siano persone competenti e di spessore e che condividano gli obiettivi di questa amministrazione per la città”. Entusiasta il nuovo assessore: “Oggi inizia la sfida più bella per un architetto, per una persona di Roma che ha pensato, progettato, e ha sognato questa città poterne influenzarne lo sviluppo. E’ una sfida difficile ma bellissima”.

MA IL RIMPASTO CONTINUA

Quella riempita oggi è la prima di almeno tre caselle da sistemare di qui ai prossimi giorni, si dice prima del viaggio negli Stati Uniti di Virginia Raggi, previsto per metà marzo. Il vuoto lasciato da Paolo Berdini era difficile da colmare, seppure il rapporto non sia mai stato idilliaco. Come dichiarato pubblicamente, è attesa nei prossimi giorni la nomina di una donna ai Lavori Pubblici, così da scindere le deleghe; è possibile, inoltre, su pressione di una fronda della base M5S legata soprattutto ai movimenti di sinistra radicale, che possa arrivare anche un assessore alle Politiche Abitative – delega ad oggi non assegnata – da unire o alle Politiche Sociali (Laura Baldassarre è data in uscita) oppure al Patrimonio, competenza che verrebbe dunque sottratta a Andrea Mazzillo. Sebbene la situazione si sia stabilizzata rispetto a qualche mese fa, Luca Montuori è a oggi il quarto assessore formalmente subentrato, dopo Raffaele De Dominicis a Marcello Minenna e Andrea Mazzillo a De Dominicis per il Bilancio e Giuseppina Montanari a Paola Muraro, oltre al cambio delega di vicesindaco fra Daniele Frongia e Luca Bergamo; ovviamente senza contare i numerosi spostamenti nella stessa segreteria della sindaca.

LE PARTITE INEVASE

Come per tutta l’attuale Giunta capitolina, d’altronde, Luca Montuori non troverà davanti un compito semplice. Oltre alla partita delicatissima dello stadio dell’As Roma – a proposito, l’avvocato Lanzalone, che sta supportando l’amministrazione comunale nel dossier stadio della Roma, non farà parte del suo staff – c’e’ da affrontare la grana dei Piani di Zona e la questione dei consorzi di auto-recupero. E poi le “grandi opere” che sono in alcuni casi le “grandi incompiute” della Capitale: ex Mercati Generali, Fiera di Roma, Torri delle Finanze dell’Eur e caserma di Guido Reni. Senza contare che, sulla vicenda stadio, cominciano a premere anche la Ss Lazio e il suo presidente Claudio Lotito, per riprendere il vecchio progetto dello “Stadio delle Aquile”.