E’ morto ieri a Roma Franco Rizzi, storico e fondatore dell’Unimed-Unione delle Università del Mediterraneo. Nato ad Avetrana (Taranto) nel 1944, Rizzi aveva dedicato la vita alla ricerca e allo studio. Nel 1991 aveva fondato l’Unimed, associazione di università di cui era Segretario Generale, che riunisce 90 atenei dei Paesi del bacino del Mediterraneo con lo scopo di promuovere il dialogo, la ricerca universitaria e la formazione nella regione euro mediterranea per contribuire alla cooperazione scientifica, culturale, sociale ed economica. Da due anni curava un blog sul nostro sito occupandosi di migrazione, terrorismo e Mediterraneo. Era una persona squisita, umile, mai insistente. Ci mancherà non imparare da lui. La redazione abbraccia i famigliari e i suoi colleghi che qui di seguito hanno voluto dedicargli un ricordo.

Per la prima volta da circa due anni non è Franco Rizzi ad arricchire le pagine di questo giornale online con le sue riflessioni sul Mediterraneo, sull’imprescindibilità del dialogo, sugli sforzi di gettare ponti fra le due sponde di questo mare, ma siamo noi dello staff di Unimed, associazione da lui fondata, a parlare di lui. Purtroppo Franco Rizzi ci ha lasciato inaspettatamente, il 15 febbraio. La notizia improvvisa della sua perdita ha aperto un vuoto profondo in tutti noi, suoi collaboratori, colleghi e amici. E’ un vuoto che vorremmo provare a colmare, almeno parzialmente, ricordandolo su queste pagine, rievocando il suo impegno, la sua onestà intellettuale, il suo contributo alla ricerca, al dibattito accademico, alla reciproca comprensione fra le culture.

Questo impegno si è profuso durante tutta la sua vita, e durante la sua attività di docente universitario in Italia, ma anche in Gran Bretagna, in Spagna, nella Francia da lui particolarmente amata, e negli altri paesi del Mediterraneo dove ha insegnato. Franco Rizzi era uno storico di formazione ed è sempre attraverso la storia che ha cercato di leggere e spiegare i problemi e i travagli dell’era presente, allo stesso tempo avvertendo l’urgenza di trasmettere il suo bagaglio di conoscenze alle giovani generazioni, agli studenti dell’Università di Roma La Sapienza, e poi dell’Università degli Studi di Roma Tre, dove è stato professore ordinario di Storia dell’Europa e del Mediterraneo.

Ma è soprattutto attraverso la fondazione di Unimed, l’Unione delle Università del Mediterraneo, che egli ha dato concretezza alla sua visione. L’idea di una rete che riunisse le università dei paesi mediterranei Franco Rizzi la ebbe praticamente all’indomani della caduta del Muro di Berlino. Rendendosi conto che quell’evento rappresentava un cambiamento epocale, che avrebbe avuto contraccolpi non solo in Europa ma anche nei paesi della sponda sud, egli concepì le basi di un’associazione di università euro-mediterranee che fosse in grado di interpretare e affrontare le nuove sfide che si prospettavano in campo culturale, politico e sociale. Quell’idea fu «il risultato di una formidabile lungimiranza», come ha scritto Wail Benjelloun, già rettore dell’Università Muhammed V di Rabat, e attuale presidente di Unimed, in occasione del 25° anniversario della sua fondazione avvenuta nel 1991. Tale idea, coltivata da Franco Rizzi ben prima della Conferenza di Barcellona che avrebbe inaugurato il partenariato euro-mediterraneo nel 1995, si tradusse nella possibilità di offrire alle università di entrambe le sponde del nostro mare uno spazio di cooperazione a livello accademico, culturale, sociale e politico, a sostegno del progresso della regione.

Unimed è oggi un consorzio che riunisce oltre 90 istituti di 23 paesi differenti. Ma soprattutto, è un consorzio non governativo e indipendente, anche dal punto di vista finanziario, che svolge un ruolo nell’interazione fra le università, la Commissione Europea, la Lega Araba e l’Unione per il Mediterraneo, e rappresenta una piattaforma per la formazione, lo scambio culturale e il dialogo regionale.

Tutto questo non sarebbe mai stato possibile senza il contributo essenziale del suo fondatore. Oggi questo insostituibile contributo è venuto a mancare, ma crediamo che il modo migliore di ricordare Franco Rizzi, di onorarne la memoria, sia quello di continuare a promuovere il suo messaggio di umanità, di apertura, di cooperazione, nella consapevolezza che esso è oggi più che mai necessario in una regione travagliata da nuovi conflitti, da crescente disagio sociale ed economico, e nella quale si vogliono innalzare nuove barriere. Ma più di ogni altra cosa, ci piace ricordare la generosità di Franco Rizzi, la sua determinazione nel superare le difficoltà, la sua capacità di sorridere, di esprimere solidarietà e affetto a coloro che lo circondavano e che lavoravano con lui. Per queste ragioni, il suo ricordo in noi sarà sempre accompagnato da un senso di profonda riconoscenza.

Lo staff di Unimed