Le parole di Beppe Grillo sui transessuali durante uno spettacolo su Netflix stanno facendo discutere. Non si fa attendere la replica di Vladimir Luxuria nel corso di ECG su Radio Cusano Campus: “Già nel 2006 io ero una fan di Beppe tanto che pagai un biglietto molto caro per andare a sentirlo – racconta la transgender – si era appena saputo della mia candidatura e mentre ero seduta aspettando che parlasse di ecologia o altri temi ad un certo punto lui, che non sapeva che ero in platea, dice: come andremo a finire con Rifondazione che candida un travestito? Sono rimasta impietrita, è veramente doloroso sentirsi offendere da una persona che stimavi. Da lì ho capito che Beppe Grillo ha dei problemi con la transessualità e l’omosessualità perché è un omofobo e lo ha manifestato in più occasioni. Ci sono persone che godono nel fare del male agli altri. Se c’è un travestito in tutta questa storia è il suo odio travestito da satira. Anzi, consiglio a Grillo la prossima volta di condire queste battute con rutti e scoregge così fa il becero al 100%. Non ho bisogno di querelare, ho solo bisogno che la gente non rida più. A parte che in Italia non c’è una legge sulla transfobia e penso che se anche alla Camera o al Senato si volesse proporre, il M5S se ne guarderebbe bene dal promuoverla visto che il loro leader è il guitto delle peggior battute omofobe e transfobe. Un conto è fare satira, un conto è insultare” e, conclude: “Quello che mi dà fastidio dei grillini è che se a fare questa battuta è Berlusconi urlano, se a farla è Grillo è satira. E’ una battuta volgare, becera, cafona, vecchia e superata, per fortuna oggi c’è la comicità giovane che non usa più questi termini dispregiativi”.