Quattro persone, tre uomini e una 16enne, sono state arrestate a Montpellier, in Francia, perché sospettate di preparare un attentato suicida a Parigi. Lo ha riferito il canale Bfmtv. Gli agenti dell’antiterrorismo transalpino hanno anche trovato esplosivi nelle abitazioni dei sospettati. Tra gli arrestati ci sono una 16enne un ragazzo di 21 anni con cui la ragazzina avrebbe dovuto sposarsi. Fonti delle forze dell’ordine citate dal canale tv M6, riferiscono che tutti gli arresti sono scattati dopo indagini condotte sui social network che hanno consentito di identificare i presunti sospetti.

Trovato esplosivo artigianale ma potentissimo
Dalle prime informazioni raccolte, sembra che preparassero un attacco kamikaze con la cintura esplosiva in un sito turistico della capitale francese. Gli agenti della polizia hanno trovato 71 grammi di Tatp, un esplosivo artigianale ma potentissimo ribattezzato “la madre di Satana“. I sospetti avevano anche creato un laboratorio per realizzare la sostanza con acetone, acqua ossigenata e acido solforico. Il blitz ha “permesso di sventare un progetto di attentato imminente” dice il ministro francese dell’Interno, Bruno Le Roux. “Siamo confrontati a una minaccia terroristica estremamente elevata”sottolinea il premier francese, Bernard Cazeneuve.

Il matrimonio e poi l’attacco, in un video il giuramento a Isis
Secondo le indagini il 21enne avrebbe prima sposato la sedicenne e poi portato a termine un attacco. Dopo l’attentato la ragazzina, che aveva anche registrato un video in cui giurava fedeltà a Isis, sarebbe partita per la Siria con un l’aiuto di un 34enne, anche’egli tra i fermati, che le doveva procurare un passaporto. Tre dei fermati erano già noti ai servizi antiterrorismo: il 21enne aveva attirato l’attenzione degli inquirenti per la sua radicalizzazione e un tentativo di partenza per la Siria nel novembre 2015, il 34enne e la ragazza individuata sui social network. Sembra invece che la quarta persona, 27 anni, abbia un ruolo secondario.

Annullato il reato di consultazione abituale dei siti jihadisti – E nel giorno di nuovi arresti per sospetto terrorismo, il Consiglio Costituzionale francese si è dichiarato contrario all’articolo di una legge del giugno 2016 che sanziona il reato di “consultazione abituale” dei siti web jihadisti, perché il testo limita la libertà d’espressione in modo sproporzionato. La decisione dei giudici, ai quali si era rivolto un francese condannato a 2 anni di carcere per aver consultato dei siti che inneggiavano alla guerra Santa contro gli infedeli.

Il codice penale da giugno prevede, infatti, 730 giorni di prigione e 30mila euro di multa per chi li consulta frequentemente. Il Consiglio ha ricordato che “la libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni”, garantita dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo, implica la libertà di accedere a Internet e che tutte le disposizioni che diminuiscono questa libertà devono essere necessarie, adatte e proporzionate, specificando che consultare dei siti di questo tipo non “implica che l’autore abbia la volontà di commettere degli atti terroristici.