Un interrogatorio fiume durato più di otto ore e mezza in un ufficio di periferia della polizia. In mezzo le rivelazioni sulla polizza vita accesa dal suo ex braccio destro, poi promosso con stipendio triplicato. Per Virginia Raggi quella di giovedì è stata probabilmente la giornata più lunga da quando è stata eletta in Campidoglio. E non solo perché dalle ore 14 ha risposto alle domande del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Francesco Dall’Olio. Negli uffici del Polo investigativo della polizia sulla Tuscolana, nella periferia di Roma, i due pm hanno interrogato per quasi nove ore di fila la sindaca sulla nomina alla vertice del dipartimento Turismo di Renato Marra, fratello dell’ex capo del personale del Campidoglio, Raffaele. Una vicenda che ha portato Raggi ad essere indagata per falso e abuso d’ufficio.

Alla prima cittadina, però, i magistrati hanno fatto anche altre domande. Per esempio hanno chiesto cosa sapeva della polizza sulla vita accesa da Salvatore Romeo e a lei intestata nel gennaio del 2016, quando era solo una consigliera comunale del M5s. Sei mesi dopo Raggi sarebbe stata eletta sindaca, promuovendo subito Romeo al vertice della sua segreteria con uno stipendio triplicato: da 39mila a 110 mila euro. Cifra poi diminuita a 93mila euro lordi all’anno dopo l’intervento dell’Anac di Raffaele Cantone, mentre Romeo lascerà l’incarico di capo della segreteria di Raggi soltanto il 17 dicembre 2016 dopo l’arresto dell’amico Raffaele Marra. Lei, davanti ai pm, ha detto che non ne sapeva nulla: “Ho appreso della polizza solo stasera, sono sconvolta”.

Proprio la notizia sulla polizza, anticipata dal fattoquotidiano.it mentre l’interrogatorio della prima cittadina era ancora in corso,  ha infiammato il clima all’interno del Movimento 5 Stelle. “I rapporti tra Virginia Raggi e Salvatore Romeo? “Dovete chiedere ai diretti interessati”, ha detto Marcello De Vito, il presidente dell’Assemblea capitolina che così ha risposto a chi gli chiedeva dei rapporti tra la sindaca e il suo ex capo della segreteria politica. De Vito ha spiegato di non sapere “assolutamente nulla” della polizza, mentre alla domanda sulla possibile esistenza di un dossier per screditarlo ad opera di una parte di M5S, il presidente dell’Assemblea capitolina ha risposto: “Io penso alla tutela del M5S e a fare il mio ruolo come ho fatto in questi mesi e come farò anche domani”.

All’oscuro sull’esistenza dell’assicurazione sono anche due consiglieri comunali del M5s a Roma. “Vedremo quello che succederà e poi faremo le valutazioni. Della polizza non so nulla”, dice il capogruppo grillino in Campidoglio, Paolo Ferrara. “Verificheremo, non ne so nulla. Stiamo lavorando e c’è tantissimo da fare, i consiglieri non possono fare l’ispettore Derrick e notare i rapporti tra le persone”, commenta il consigliere comunale Pietro Calabrese. Di tenore diverso, invece, il commento del deputato Andrea Colletti che su facebook posta l’articolo con la notizia della polizza e scrive: “Su questo non dovrebbe riferire solo al Pm – qualora fosse vero – ma a tutti noi”.

La vicenda dell’assicurazione sulla vita, in pratica, rischia di essere l’ultima goccia nei rapporti tra la prima cittadina e alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, che sarebbero pronti a chiedere l’intervento di Beppe Grillo sulla questione. Secondo l’agenzia Adnkronos, infatti, il gruppo degli “ortodossi” pentastellati sono pronti a chiedere un intervento del Garante, ovvero di Grillo, “a tutela dell’immagine del Movimento”. “Grillo interverrà ma se non dovesse farlo a breve, gli chiederemo un intervento senza se e senza ma, ne va del futuro del Movimento”, dicono all’agenzia di stampa le stesse persone che si erano schierati contro la prima cittadina già dopo l’arresto di Raffaele Marra.  “Altrimenti, se si tira dritto anche stavolta – afferma una deputata romana – questo diventa davvero il Movimento 5 Raggi, altro che stelle”. Sempre secondo la stessa agenzia, tra l’altro, Grillo e Davide Casaleggio avrebbero contattato legali, per comprendere i risvolti giudiziari di questa nuova vicenda, ma anche esperti, per capire meccanismi e funzionalità delle polizze assicurative che sarebbero state intestate a sindaca ed altri esponenti M5S.

All’attacco ovviamente gli esponenti del Pd, che hanno addirittura coniato l’hashtag #polizzadiscambio per commentare la vicenda.  “Penso sia proprio il caso di cominciare a dire un po’ di verità sulla cricca Raggi Marra Romeo #polizzadiscambio”, scrive su twitter la deputata Alessia Morani, mentre Alessia Rotta, sullo stesso social network, chiama in causa i big pentastellati:”Su Raggi e Romeo e la loro #Polizzadiscambio niente da dire Di Maio e Di Battista? Beppe ha il telefono staccato? Ah già, è #omertàomertà”.  Matteo Orfini, invece, mette nel mirino i vertici del Movimento “Aumentano le vicende da spiegare ma Raggi scappa dal confronto – dice il presidente del Pd – non chiarisce nulla e nel frattempo la città è bloccata e paralizzata, un disastro amministrativo. Siamo di fronte a una situazione abbastanza diffusa, questo rapporto discutibile tra Raggi e la destra peggiore della città la stiamo denunciando già dalla campagna, da Muraro a Marra abbiamo segnalato tutto e siamo sempre stati insultati. Non solo la sindaca però, perché chi ha coperto Raggi, da Beppe Grillo in giù, è corresponsabile di questa situazione”.