Pier Carlo Padoan il temporeggiatore dice no alla manovra correttiva da 3,4 miliardi chiesta da Bruxelles. E nella lettera inviata all’Unione chiama in causa l’incertezza economica e geopolitica legata a doppio filo con l’esito elettorale statunitense e con il caso Brexit. Per scongiurare una procedura per deficit eccessivo che farebbe aumentare gli interessi sul debito pubblico, il ministro del Tesoro propone infine a Bruxelles la solita ricetta di consolidamento, privatizzazioni e riforme strutturali.

Nella missiva (LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE), indirizzata al vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis e al commissario, Pierre Moscosvici, ci sono quindi promesse quasi scontate che hanno per obiettivo evitare la procedura d’infrazione e, allo stesso tempo, arrivare in campagna elettorale senza manovre restrittive. Per convincere Bruxelles ad essere benevola con Roma, Padoan ha ricordato gli sforzi fatti finora dall’Italia con la riforma del sistema della giustizia civile che “sta portando i suoi frutti”, le nuove regole per snellire la Pubblica amministrazione e la riorganizzazione del mercato del lavoro attraverso il Jobs Act.

E poi ancora ha anticipato per sommi capi i prossimi step che il governo intende fare per allinearsi a medio termine con le richieste dell’Unione. “L’ammontare complessivo degli sforzi strutturali per andare avanti verso l’obiettivo di medio termine sarà composto per circa un quarto dai tagli alla spesa e per il resto da aumenti di entrate – puntualizza Padoan nella lettera – I risparmi di spesa arriveranno per circa il 90% dai consumi intermedi e per il resto dai benefici fiscali”. In particolare “sul lato delle entrate, lo sforzo di aggiustamento includerà misure come l’imposizione indiretta, le accise e ulteriori miglioramenti delle politiche adottate recentemente, con risultati soddisfacenti, per il recupero dell’imponibile”, spiega il ministro nella missiva dove c’è spazio anche per fare il punto sui danni “eccezionali” provocati dal terremoto e dall’ondata di migranti, eventi che hanno generato “inattese pressioni sul budget”. “ Allo stato attuale non si può stimare con esattezza l’impatto dei recenti terremoti sulle finanze pubbliche, ma sarà molto probabilmente molto superiore a 1 miliardo di euro già nel 2017”, sottolinea il ministro evidenziando come “per mobilitare queste risorse sarà creato un fondo apposito“.

Nonostante le difficoltà di natura straordinaria, “il governo intende continuare lungo il percorso di crescita attraverso consolidamento e riforme strutturali”, ha spiegato Padoan. Tuttavia “un ritmo di aggiustamento eccessivamente accelerato”, ovvero una nuova manovra “colpirebbe l’economia in un momento di accresciuta incertezza politica ed economica a livello globale”. E, sebbene il governo stia “pianificando di adottare le misure necessarie”, indicazioni puntuali all’interno di una “strategia più complessiva” sono rimandate al prossimo Documento di economia e Finanza” del prossimo aprile. Intanto il Tesoro confida nel fatto che Bruxelles possa tener conto di tutte le “emergenze” italiane. Soprattutto in un momento così delicato per gli equilibri di un governo che punta a portare avanti delle politiche fiscali fra il 2017 e il 2019 “pienamente rispettose del Patto di stabilità e crescita”.