Una nuova rivelazione a luci rosse praticamente ogni giorno. Potrebbe essere questo il sottotitolo del’inchiesta su don Andrea Contin, il sacerdote della parrocchia di San Lazzaro, in provincia di Padova, attualmente sospeso dal servizio. L’ex parroco è finito al centro di un’inchiesta della procura di Padova per violenza privata e sfruttamento della prostituzione. Da quell’indagine è emerso che don Contin avrebbe avuto un’attività sessuale sfrenata con almeno nove donne. A denunciare l’ex parroco è una parrocchiana 49enne, “l’amante preferita” che in otto pagine di verbale – pubblicate dal Messaggero Veneto – racconta nel dettaglio le accuse al sacerdote. Si tratta della stessa donna con la quale il sacerdote ha subito ammesso le relazioni. “In riferimento alla perquisizione che mi è stata fatta dichiaro di avere conosciuto in parrocchia cinque donne, con le quali, dopo una lunga conoscenza, ho avuto una relazione sentimentale sfociata in rapporti sessuali. I rapporti si consumavano solitamente in canonica anche con la partecipazione di altri uomini, anche di colore. Quest’ultima circostanza si è verificata sempre e solo con una donna…”, ha detto il sacerdote davanti agli investigatori.

L’inizio della relazione e la doppia vita del sacerdote – Il riferimento è proprio per la 49enne che per prima ha formalizzato le accuse nei suoi confronti. “Iniziai a frequentare nel 2001 la parrocchia di San Lazzaro.Nel 2006 arrivò a capo della parrocchia don Andrea Contin. Un giorno, invitandomi in canonica, dopo una breve conversazione, mi abbracciò e mi baciò sulla bocca. Rimasi impietrita, me ne andai sconvolta”, racconta la donna, aggiungendo che “nel febbraio/marzo 2011 ci fu il primo rapporto sessuale in canonica che non fu dolce ma marcatamente aggressivo. Nonostante ciò mi sentivo sempre più innamorata e felice per le sue tante attenzioni”.

Da quel momento nasce la relazione tra don Contin e la parrocchiana. “Ero realmente felice di ricevere tante attenzioni, fin quando mi fece leggere alcuni sms molto spinti provenienti da altre ammiratrici. Mi faceva vedere anche foto di donne nude durante atti sessuali con altri uomini. Alcune erano parrocchiane che io avevo visto frequentare la chiesa. Mi portò spesso nei parcheggi autostradali nella zona di Vicenza per farmi guardare uomini e donne che facevano sesso fuori dall’auto. In quel periodo mi diede anche le chiavi della canonica e mi aiutò economicamente nell’acquisto di un’auto di cui ero sprovvista”. Secondo la donna, il prete aveva una sorta di doppia vita dato che “nei ristoranti di lusso era conosciuto come l’avvocato. Mi chiese di confermare tale ruolo. Sceglieva sempre hotel molto costosi. Quando prenotavamo mi faceva pagare mediante bonifico dal mio conto corrente per consegnarmi i soldi contanti solo in seguito”.

La valigetta con i vibratori – Ad un certo punto i rapporti sessuali diventano sempre più spinti. “Lui – ha detto la donna – aveva sempre con sé una valigetta con all’interno vibratori, maschere, capi in pelle già visibilmente usati da altre donne e un giorno mi portò in un sexy shop  dove acquistò specifici prodotti erotici”. Poi nella storia spunta anche un altro sacerdote. “Un giorno – racconta la parrocchiana- mi portò da don Roberto Cavazzana a Carbonara di Rovolon perché mi disse che doveva salutarlo. A un certo punto mi prese la testa e me la abbassò dicendo che dovevo avere un rapporto orale. Obbedii. La stessa cosa avvenne una seconda volta, quando don Andrea mi portò a cena con don Roberto in un ristorante dei colli. Successivamente ci recammo in canonica a Carbonara di Rovolon dove abbiamo avuto un rapporto sessuale a tre“. Ma non solo. Perché la donna mette a verbale anche che il sacerdote “iniziò a chiedermi di andare dietro la canonica per attirare i ragazzi che giocavano nel campo di calcio e, una volta adescati, mi costringeva ad avere rapporti con loro vicino al garage. Lui, nascosto, mi filmava”.

La gelosia e le botte – La relazione tra la donna e il sacerdote diventa addirittura violenta. Don Contin infatti è geloso. “A maggio del 2011 – dice la donna – durante la sagra di San Lazzaro, mentre facevo volontariato, lui si accorse di un uomo che mi aveva guardata senza che io me ne accorgessi. Una volta entrata in canonica mi scaraventò a terra e iniziò a picchiarmi. Nei giorni successivi indossai una maglietta lunga per nascondere i lividi”. La donna poi si accorge che il sacerdote ha rapporti con altre donne. “Pochi giorni dopo l’Epifania, nel 2012, una sera mi disse di avere un impegno a Casetta Michelino. Io, già insospettita, andai a verificare e trovai nelle vicinanze dell’albergo Net Center l’auto di una parrocchiana. Verso le 2 di notte la vidi uscire dal bar collegato alla canonica. Fu così che scoprii la loro relazione. A quel punto andai in canonica, lui negò ogni mia accusa e mi picchiò con calci e pugni”. Da qui l’accusa di violenza.