Da una parte l’accusa di riscuotere un successo che cresce con gli spari della camorra, di costruire un impero costruito sulla pelle di Napoli e dei napoletani. Dall’altra una replica con tanto di profezia: quando smetterà di mistificare la realtà, sarà accoltellato dai suoi lacché. È uno sconto durissimo quello tra Luigi De Magistris e Roberto Saviano. Un botta e risposta al vetriolo che infiamma il giorno dell’Epifania. Il casus belli? Il commento dell’autore di Gomorra dopo raid che a Napoli ha portato al ferimento di tre senegalesi ed una bambina di 10 anni. “Questa città non è cambiata. Illudersi di risolvere problemi strutturali urlando al turismo o alle feste di piazza è da ingenui. Nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore diventa connivenza“, ha detto Saviano in un’intervista a Repubblica, scatenando la replica di De Magistris, che si è scagliato contro lo scrittore con un lunghissimo post su facebook A Napoli “più si spara, più cresce la tua impresa. Non posso credere che il tuo successo cresca con gli spari della camorra”, scrive il primo cittadino partenopeo in quella che sembra quasi una lettera indirizzata allo scrittore campano.

“Caro Saviano – dice De Magistris – sei diventato un brand che tira se tira una certa narrazione. Vuoi vedere, caro Saviano, che ti stai costruendo un impero sulla pelle di Napoli e dei napoletani? Stai facendo ricchezza sulle nostre fatiche, sulle nostre sofferenze, sulle nostre lotte. Che tristezza. Non voglio crederci”. “Caro Saviano – aggiunge ancora il sindaco- tu sei un caso all’incontrario. Più racconti che la camorra è invincibile e che Napoli è senza successo e più hai successo e acquisisci ricchezza. Caro Saviano, ti devi rassegnare: Napoli è cambiata, fortissimo è l’orgoglio partenopeo. La voglia di riscatto contagia ormai quasi tutti. Caro Saviano, non speculare più sulla nostra pelle. Sporcati le mani di fatica vera. Vieni qui, mischiati insieme a noi”.

“Saviano – si chiede poi l’ex magistrato- è in malafede? Fa politica? È un avversario politico? Non ci credo, non ci voglio credere, non ne vedrei un motivo plausibile. Ed allora, caro Saviano, vuoi vedere che sei nulla di più che un personaggio divenuto suscettibile di valutazione economica e commerciale? Vuoi vedere che Saviano è, alla fin fine, un grande produttore economico. Se Napoli e i napoletani cambiano la storia, la pseudo storia di Saviano perde valore economico”.

“Nella mia vita – è un altro passaggio del post di De Magistris – mi sono ispirato al magistrato Paolo Borsellino al quale chiesero perché fosse rimasto a Palermo, ed egli pur sapendo di essere in pericolo rispose che Palermo non gli piaceva e per questo era rimasto per cambiarla. Chi davvero – e non a chiacchiere – lotta contro mafie e corruzione viene dal Sistema fatto fuori professionalmente ed in alcuni casi anche fisicamente”.

Passano poche ore e arriva la risposta dell’autore di Gomorra. Il quale prima condivide il post del primo cittadino sulla sua pagina facebook, e poi affida sempre al social network al sua replica.   “Sindaco De Magistris – scrive Saviano – quando le mistificazioni della sua amministrazione verranno al pettine, a pugnalarla saranno i tanti lacchè, più o meno pagati, dei quali si circonda per mistificare la realtà, unico modo per evitare di affrontarla”. “Due sparatorie in pieno centro – aggiunge lo scrittore – e una bambina di 10 anni ferita in un luogo affollatissimo della città: ma il sindaco è infastidito dalla realtà, a lui non interessa la realtà, a lui interessa l’idea, quell’idea falsa di una città in rinascita: problema non sono le vittime innocenti del fuoco della camorra, problema è che poi Saviano ne parlerà. Distoglierei lo sguardo da Napoli se le organizzazioni criminali smettessero di tenere sotto giogo l’intera città, che è tutta una periferia, tranne qualche quartiere collinare ricco dei reinvestimenti della camorra”.

E se il sindaco aveva citato Borsellino, ecco quindi che lo scrittore inserisce Giovanni Falcone nella sua replica. “De Magistris, lei è un ex magistrato, dovrebbe sapere che la scorta si dà per proteggere e non per mandare a morire. A Falcone, gente ingenua e priva di riferimenti, diceva che gli attentati se li organizzava da solo, almeno lei non ha detto che la situazione in cui vivo me la sono inventata io, è già qualcosa. Ma lei ha bisogno di me, ha bisogno di contrapporsi a qualcuno: lei ha bisogno delle contrapposizioni perché senza quelle dovrebbe affrontare la realtà dei tanti soprusi che la sua amministrazione tollera. Ma non è l’unico: quando criticavo Berlusconi ero da strozzare, con Renzi sono diventato un gufo, se parlo di infiltrazioni mafiose al Nord diffamo. Lei mi definisce uno zelluso (cioè calvo) anemozionale e la cosa, in fondo, mi fa anche un po’ ridere”.

Non è la prima volta che il sindaco di Napoli e lo scrittore sotto scorta entrano in rotta di collisione. “Chi dice che Napoli è uguale e che non è cambiato nulla è un fiancheggiatore involontario di chi fa il male della città”, aveva detto l’ex magistrato nel febbraio scorso, replicando alle critiche espresse da Saviano nei confronti della sua amministrazione, rea di aver “fallito l’unica missione che aveva”. Un copione già visto nel 2013, quando lo scrittore aveva definito “due anni di nulla” il primo biennio di amministrazione di De Magistris, e quindi replicato nel dicembre scorso: Saviano aveva definito “caudillo” il sindaco della città, che a sua volta lo accusava di “non conoscere Napoli, di fare l’osservatore esterno”.

Questa volta però l’attacco di De Magistris all’autore di Gomorra – arrivato attraverso un post su facebook che ha raccolto più di 22 mila like e 9 mila condivisioni – ha suscitato le ire del Partito democratico sul sindaco partenopeo. “Il sindaco di Napoli risponde a Roberto Saviano come un guappetto qualsiasi. Le sue parole sono la prova di quanto ancora ci sia da cambiare”, dice l’europarlamentare Pina Picierno. “La narrazione di Saviano – aggiunge Francesco Nicodemo – non mi convince da tempo, per mille motivi che ho espresso più volte. Ma non ho mai invidiato la sua vita sotto scorta da 10 anni, né ho messo in discussione il valore che ha avuto Gomorra nella lotta alle mafie e ai Casalesi. Oggi resto a bocca aperta. Il sindaco di Napoli, quindi il primo cittadino rappresentante di tutta la città, accusa Saviano di fare i soldi sulla camorra e sullo sputtanapoli come se fosse l’ultimo dei troll. Io non ho più parole. Mi vergogno per lui”.