Dal bando per le mense scolastiche non finanziato, agli scambi della Metro A che cade a pezzi per cui non sono state ripristinate le risorse. Dalle bonifiche mancanti dei campi Rom, ai malati di Aids e clochard senza sostegno. Per non parlare degli investimenti insufficienti, pari nemmeno alla metà del fabbisogno. Anche se fosse stato approvato, il bilancio di previsione 2017 di Roma, il primo di Virginia Raggi alla guida della Capitale, sarebbe stato una lunga serie di ‘vorrei ma non posso’. E proprio questa è una delle tante osservazioni messe nero su bianco nel parere negativo dell’Oref, che ha portato i revisori contabili a bocciare i calcoli dell’assessore Andrea Mazzillo: “Ulteriori risparmi derivanti dalla razionalizzazione della spesa non appaiono possibili se non a danno della qualità dei servizi erogati dall’Ente ai cittadini”, si legge nel documento. Un monito per gli amministratori che ora saranno chiamati a rimettere mano al documento. Ed in effetti non c’è settore, assessorato o ufficio del Campidoglio che non sia già stato scontentato: al netto degli ulteriori tagli che serviranno per far quadrare i conti, nel previsionale mancavano oltre 100 milioni di euro rispetto alle richieste avanzate dai dipartimenti. In alcuni casi per colpa di tagli precedenti, in altri per il semplice motivo che la cassa piange e da qualche parte si doveva risparmiare.

DALLA SCUOLE ALLA METRO: TUTTI I SERVIZI A RISCHIO TAGLI – Nelle scorse settimane, quando nessuno si aspettava che dall’Oref potesse arrivare un parere negativo e in Campidoglio si preparavano ad approvare il bilancio entro Natale, le commissioni del Comune avevano analizzato i numeri del previsionale settore per settore. Ed erano già emersi tutta una serie di servizi che rischiano ulteriori tagli dei fondi. Che secondo i revisori rischiano addirittura di aumentare, visto che a oggi il Comune non ha un piano credibile per ridurre le spese senza tagliare i servizi. A partire dalle scuole, ad esempio: il Comune aveva deciso di esternalizzare ulteriormente il sistema delle mense, con i pasti in appalto che passeranno da 86mila a 116mila. Ma così sarebbero saliti anche i costi della gara, per cui non c’erano soldi: gli uffici avevano chiesto 123 milioni per il 2018, la risposta era stata negativa. “Abbiamo già alzato lo stanziamento a 93 milioni, ci mettete in difficoltà”, il commento di Mazzillo. Anche dall’assessorato avevano ammesso “un’effettiva inadeguatezza dei fondi stanziati al momento”. Forse ancor più preoccupante la situazione dei trasporti: per il rinnovamento della Metro A il commissario Tronca aveva tagliato 58 milioni di euro, la giunta Raggi ne ha ripristinati solo 18. Ne mancano all’appello ancora 40, che servirebbero per sostituire gli scambi. Un intervento che il capo del dipartimento Enrico Sciarra ritiene “urgente”, visto che la linea della metro è “a fine vita”.

BONIFICHE, CULTURA E INVESTIMENTI SOTTO IL 50% – Le cose non vanno meglio all’Ambiente. Non ci sono ad esempio i fondi per le bonifiche dei campi Rom o delle mini-discariche abusive:  “Avevamo chiesto un milione, quanto speso nel 2016, ma ci sono stati accordati 300mila euro”, ha spiegato il direttore del dipartimento Pasquale Pelosi. Stesso discorso per i bagni pubblici: “Abbiamo 500mila euro, ma la gara è da un milione”. Persino la manutenzione del verde e la derattizzazione non è del tutto garantita: dipenderà da una serie di economie su altre risorse o dalla riscossione di crediti dall’Ama.“Anche nel 2017 saremo in gestione emergenziale, speriamo di risolvere con l’assestamento di bilancio a luglio”. Per quanto riguarda il sociale, l’assessorato lo ha definito “una delle priorità di questa amministrazione”, ma ammette una “contrazione” sull’assistenza domiciliare ai malati di Aids, mentre il capo del dipartimento Ginevra Baroncelli lamenta i tagli sui servizi ai senza fissa dimora (“sono 400mila euro in meno”): in generale, del resto, i fondi passano dai 242 milioni del 2016 ai 190 del 2017, che diventeranno 160 nei due anni successivi. Sulla cultura, invece, “c’è una differenza negativa di 2,5 milioni, contiamo di recuperarli con le variazioni”, ha spiegato di recente il vicesindaco Luca Bergamo. Quanto agli investimenti, è stato lo stesso assessore Mazzillo a fare il punto : “Le richieste erano di 1,369 miliardi di euro, di cui 940 milioni di competenza del Comune. Ma gli spazi disponibili non arrivano a 500 milioni (483 per la precisione, ndr)”. Così sono state finanziate appena la metà delle opere necessarie. “Non è stata fatta neppure una scelta politica, abbiamo semplicemente messo i soldi dove era indispensabile farlo”. Ma la lista è lunga: comprende anche il commercio e la manutenzione dei mercati, il Centro carni, almeno un paio di Municipi sotto finanziati.

UN ANNO DI STENTI – Prima della bocciatura dell’Oref, il Movimento 5 stelle aveva al contempo ammesso e ridimensionato l’emergenza: “Partiamo dal presupposto che quelle sono le richieste dei dipartimenti, e non tutte le richieste vengono accettate. Anche perché abbiamo dei dubbi su alcuni numeri, che a nostro parere si riveleranno inferiori alle attese. Abbiamo cercato di far convergere le domande degli uffici e la valutazione della capacità di spesa in base al consuntivo 2016″, aveva spiegato a IlFattoQuotidiano.it Marco Terranova, presidente della Commissione Bilancio. “Ricordiamo che purtroppo partiamo con 84 milioni di euro di entrate in meno rispetto al 2016”. Da qualche parte, insomma, bisognava stringere la cinghia. E il Movimento 5 stelle lo aveva già fatto, riproponendosi di migliorare il testo durante i lavori in aula o con delle variazioni ad anno in corso. Adesso la sindaca Raggi e l’assessore Mazzillo hanno problemi più urgenti da risolvere: a causa dei debiti fuori bilancio (accumulati dalla precedenti amministrazioni, ma secondo l’Oref non considerati in maniera corretta da quella attuale) il bilancio è da rifare. Anche se riusciranno a rimediare agli errori e approvare il previsionale nelle prossime settimane, una cosa è certa: il 2017 sarà comunque un anno di stenti per la Capitale.

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