Virginia Raggi? Quando nella sua finta conferenza stampa si è definita “sorpresa” per l’arresto di Marra, lo stupore era solo suo, perché si sapeva chi fosse Marra. Quindi, o è sorpresa sul serio e allora evidentemente non ha i requisiti per gestire Roma oppure finge”. Sono le parole del giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, ospite di Otto e Mezzo (La7), sulle vicende romane che riguardano l’amministrazione comunale romana a guida Cinque Stelle. “Già a maggio, prima delle elezioni” – spiega – “scrissi che una eventuale vittoria del M5S a Roma sarebbe stata la più grande vittoria di Renzi e la più grande sconfitta dei 5 Stelle, perché qualsiasi loro errore sarebbe stato giustamente ingigantito da altre parti politiche. Il problema è che qui non siano di fronte a errori, ma a disastri”. Scanzi espone quelle che secondo lui sono le due ragioni per cui è esploso il caso capitolino: “In primis, non c’è classe dirigente accettabile nel M5S, a causa dell’assenza di una selezione. In più, e qui c’è la colpa di Virginia Raggi, quando si vota il M5S, si esprime e si vuole una netta discontinuità col passato. Ma la Raggi, a dispetto dell’ovazione incondizionata alle elezioni romane, non sentendosi in grado di gestire questa macchina, si è affidata ad alcuni elementi che non c’entrano niente col M5S. Ha fatto tutto quello che non volevano Grillo, la Ruocco, la Lombardi, la Taverna e altri del M5S ed è andata contro un muro”. Il giornalista, infine, prevede due scenari possibili: “La prima strada, forse minoritaria ma auspicata dal M5S, è quella di una sorta di commissariamento della Raggi, il che presuppone molti passi indietro da parte della sindaca di Roma. Ma a me oggi la Raggi non è sembrata particolarmente pentita, contrita o afflitta da tutto ciò che è successo. Ha chiesto scusa, ma ha cercato di minimizzare il ruolo di Marra, sbagliando. perché era un ruolo per niente affatto minimo. L’altra strada è prendere atto che la situazione a Roma è irrecuperabile: si stacca la spina ritirando il simbolo, la Raggi cade, si va al voto. E da questo ne trarrebbe vantaggio solo la destra