Per tre volte ci siamo rivolti alla giustizia milanese per avere un accertamento tempestivo su questioni cruciali: la truffa elettorale Formigoni, prima delle elezioni regionali 2010; l’appalto delle vie d’acqua Expo, prima che iniziassero i lavori; l’eventuale incandidabilità di Sala, prima delle elezioni.

In nessuno dei tre casi l’accertamento è stato realizzato nei tempi che avrebbero consentito di rendere il potere politico libero da ogni condizionamento. Avere a che fare con una politica libera da condizionamenti e ricatti non è mai stato tra le priorità della giustizia milanese.

A fronte delle anticipazioni a mezzo stampa dell’avviso di garanzia a Sala, c’è da aggiungere che non è un pm a decidere chi fa il sindaco di Milano. Mi auguro che innanzitutto Sala ne voglia tenere conto.