Peculato, falso e truffa, in relazione a un presunto utilizzo irregolare delle auto blu. Con queste ipotesi di reato la procura di Trieste ha iscritto nel registro degli indagati Paolo Panontin, della lista ‘Cittadini’ di centrosinistra, assessore regionale alle autonomie locali del Friuli Venezia Giulia, e Elio De Anna, ex assessore e attuale consigliere regionale di Forza Italia. L’accusa è di peculato, falso e truffa . I due indagati si difendono e sostengono di aver tenuto un comportamento “corretto e consono al regolamento”, e di aver certificato correttamente ciò che avveniva.

L’indagine, per la quale il pm Massimo De Bortoli ha inviato l’avviso di conclusione, nasce da alcuni accertamenti sui fogli di viaggio delle auto blu utilizzate dai due politici: De Anna quando era assessore nella giunta di centrodestra, Panontin in quella in carica. Come scrive Il Piccolo, a unirli nel concorso di reato è Fulvio Spitz, il loro autista, a sua volta indagato. Il periodo analizzato dagli investigatori è quello a cavallo tra la legislatura in corso e quella che l’ha preceduta e l’auto blu sotto i riflettori è quella guidata, appunto, dal 56enne di Vivaro. Secondo la tesi accusatoria, i rendiconti sono stati gonfiati con “chilometri percorsi indebitamente“.

Per quanto riguarda il periodo dal 24 marzo al 26 aprile 2013, quando assessore era De Anna, il lavoro in accesso ammonterebbe a 89 ore e 31 minuti, per un totale di circa 2mila chilometri percorsi per ragioni “non di servizio”. Dal 3 maggio al 23 agosto 2013, quando a Trieste era arrivato Panontin, sarebbe stato calcolato invece in 121 ore e 43 minuti e circa 3,8 mila chilometri. In tutte quelle occasioni, come si legge sul sito del quotidiano di Trieste, l’auto blu sarebbe stata utilizzata da Spitz “in via esclusiva”, con conseguente consumo di olio, carburante, usura di pneumatici ed esborsi per pedaggio autostradale. L’autista è accusato di aver parcheggiato l’auto blu nella propria abitazione, invece che portarla in una rimessa della Regione una volta accompagnati a casa gli assessori, entrambi residenti in provincia di Pordenone.

Coinvolta nell’indagine anche la segretaria di Panontin, Sara Faccio. Alla dipendente della Regione si imputa la compilazione di una “dichiarazione di chiamata in servizio”, predisposta su richiesta di Spitz e con l’avvallo dell’assessore, con lo scopo di ottenere dal giudice di pace la non sospensione della patente all’autista, disposta dopo una multa per eccesso di velocità. Secondo la Procura, si tratta di un falso.