La perizia “sposa l’ipotesi del suicidio, perché non sono state trovate evidenze della presenza di terze persone”. A riferirlo è Luca Goracci, avvocato della famiglia di David Rossi, dopo aver visionato la relazione sugli esami autoptici e sulla dinamica della caduta dell’ex capo comunicazione di Banca Mps morto dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio la sera del 6 marzo 2013.

Tuttavia, “restano tanti dubbi e gli stessi Cattaneo e Zavattaro li evidenziano”, sottolinea l’avvocato, riferendosi ai periti incaricati della relazione. “I dubbi derivano soprattutto dal fatto che le indagini non sono state condotte quando avrebbero dovuto esserle”, ha aggiunto Goracci. “La perizia esclude in modo categorico la dinamica per cui Rossi si sarebbe seduto sul davanzale della finestra prima di cadere ed esclude che le lesioni nella parte anteriore del corpo siano state provocate dalla caduta”. “La perizia non è drastica”, evidenzia l’avvocato che poi conclude: “La palla è in mano alla Procura che dovrà decidere se archiviare o chiedere altre indagini”.

La relazione finale supera le oltre 200 pagine compresi gli allegati dei numerosi esami eseguiti presso i laboratori di anatomia patologica di Milano. La relazione dei periti ha preso in esame tutte le possibilità sul decesso. Nel marzo scorso la Procura della Repubblica di Siena ha disposto la riesumazione della salma. L’ex manager era stato trovato a terra dopo un volo dalla finestra del suo ufficio nei giorni dell’inchiesta sulla banca senese quando l’istituto di credito era al centro delle indagini sull’acquisizione di Antonveneta e dei derivati Alexandria e Santorini. In quel marzo di 3 anni fa nelle indagini su Mps era sotto accusa tutto il vecchio gruppo dirigente, a partire dall’ex presidente Giuseppe Mussari e l’ex dg Antonio Vigni, vertici con cui David Rossi aveva a lungo collaborato.

L’inchiesta sulla morte di Rossi era stata riaperta un anno fa su input della famiglia che si è sempre battuta per fare chiarezza su quanto avvenuto. I consulenti della famiglia avevano concluso che il manager “sarebbe stato prima colpito alla testa e poi buttato dalla finestra almeno da due persone”.