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Lasciò morire il cane da caccia perché non era più abile, condannato a 6 mesi il padrone

Per il proprietario è arrivata una condanna: non per maltrattamenti di animali come accade in molti casi, ma per "uccisione volontaria". Sei mesi la condanna del giudice per la morte del cane
Lasciò morire il cane da caccia perché non era più abile, condannato a 6 mesi il padrone
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Zeus era un bravo cane da caccia e fin quando era stato svelto ad aiutare il suo padrone cacciatore era stato curato e forse amato. Quando poi il cane, un Breton, non aveva avuto più la forza e la velocità del passato l’uomo lo aveva legato a una catena, in una gabbia per uccelli e di fatto lasciato morire. Ma per il proprietario è arrivata una condanna: non per maltrattamenti di animali come accade in molti casi, ma per “uccisione volontaria”. Sei mesi la condanna del giudice per la morte del cane, 10 anni.

Il tribunale di Massa ha condannato il cacciatore residente nella provincia, dopo aver accertato, durante il processo, che l’uomo aveva trattato quello che era stato per tanto tempo il suo compagno di caccia. Dopo la denuncia della Lndc, la Lega nazionale del cane, e il sequestro, Zeus era stato preso in custodia dalla sezione massese in fin di vita, ma morì dopo cinque giorni. L’ex cacciatore dovrà anche risarcire l’Associazione che nel processo si era costituita parte civile. Secondo l’avvocato Michele Pezone, Responsabile diritti animali Lndc: “è una sentenza storica: ci sono state infatti altre sentenze di condanna per maltrattamenti e conseguente morte – spiega – ma non per ‘uccisione volontarià come stabilito nel caso di Zeus dal tribunale di Massa”. Il presidente della Lega del cane Apuania, Roberto Guelfi, si dice “amaramente soddisfatto”.

Foto da Flickr (Queralt jqm)

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