Addio al direttore creativo Peter Dundas. Ma per la griffe fiorentina Roberto Cavalli i tagli riguardano anche i lavoratori, visto che il progetto della società prevede “una riduzione dell’organico a livello mondo di circa 200 dei 672 dipendenti complessivi”, la “chiusura della sede e dell’ufficio stile di Milano” e “il trasferimento di tutte le funzioni a Osmannoro (Firenze)”. In agenda anche la razionalizzazione della produzione, della logistica e della rete retail, con la chiusura dei negozi di Venezia, Madrid e Vienna. Decisioni motivate dal calo dei ricavi della griffe fiorentina, che ha chiuso il 2015 con un fatturato di 179,7 milioni di euro, in calo del 14,2%.

Stesso trend negativo atteso anche per quest’anno. “Per questo 2016 la previsione del fatturato è intorno ai 150-160 milioni di euro – ha detto Gian Giacomo Ferraris, amministratore delegato del gruppo Roberto Cavalli da fine luglio di quest’anno -. Sono arrivato da due mesi. Ho trovato un forte calo delle vendite. La prima cosa da fare è portare l’azienda a una gestione positiva”, dove “i costi siano in linea con i ricavi“.

La società, che è passata al fondo Clessidra ad aprile 2015, ha incontrato oggi i sindacati per annunciare il progetto di riorganizzazione aziendale che verrà avviato nei prossimi giorni, con l’obiettivo di un ritorno alla redditività a livello operativo della società nel 2018. Intanto i rappresentanti dei lavoratori hanno annunciato che il 13 ottobre si svolgerà un’assemblea nella sede fiorentina dell’azienda.

“Lì – spiega Bernardo Marasco di Filctem Cgil – si decideranno le forme con le quali mobilitarsi per difendere il proprio futuro e un marchio storico sul nostro territorio”. Perché, ha aggiunto, “l’ultima riorganizzazione non ha dato nessun beneficio per l’azienda ma ha solo chiesto sacrifici ai lavoratori”. Resta da capire da quando sarà effettivo il totale spostamento su Firenze. ”Dipende dall’accordo operativo con sindacati. Mi auguro dal primo trimestre 2017. – dice Ferraris – Il taglio dei costi è la prima attività del piano di sviluppo. Il taglio dei costi dipende solo da noi, il piano di crescita dipende dal mercato. Stiamo già facendo un piano di rilancio”.