La falsa citazione anticomunista sotto la statua di Don Milani a Vagli (Lucca): “Inventata a uso e consumo della destra più becera e falsa”
“Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi”. Così don Lorenzo Milani avrebbe scritto il 31 luglio 1966 ad Alessandro Mazzerelli, 83 anni, autore di diversi libri sul priore di Barbiana, assurto a profeta di una terza via e interpretato in chiave anti sinistra, accusata di averlo tradito. Questo passo figura ai piedi di una statua, che raffigura don Milani, voluta dal sindaco di Vagli (Lucca), Mario Puglia, rieletto due anni fa per la quarta volta, nonostante una condanna in primo grado a tre anni di reclusione per truffa, alla guida di una coalizione civica.
La statua verrà inaugurata il 31 luglio, anche se la fondazione don Milani minaccia una causa in tribunale se quella scritta non verrà rimossa. “Che il Priore di Barbiana possa avere affermato che il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male si può escludere con certezza”, ha scritto il giuslavorista Pietro Ichino sul Corriere della Sera. Ichino, come ha raccontato nel libro sulla sua famiglia, La casa nella pineta, edito da Giunti, è stato amico di don Milani. Che nella primavera del 1962 fa visita alla famiglia Ichino e al giovane Pietro tredicenne dice, indicando i libri e il benessere che si respirava in quel salotto milanese: “Per tutto questo non sei ancora in colpa; ma dal giorno in cui sarai maggiorenne, se non restituisci tutto, incomincia a essere peccato”.
Dunque frase falsa, quella apposta alla base della statua, almeno secondo Ichino. Che spiega che don Milani non può aver scritto quelle parole e ricorda che il 18 ottobre 1965 al Tribunale di Roma, davanti al quale era imputato di apologia di reato per avere difeso l’obiezione di coscienza, aveva scritto affermazioni di ben altro tenore. Scrive Ichino: “In quella lettera si leggono testualmente queste due affermazioni, tra loro strettamente collegate sul piano della logica dell’argomentazione: Il regime comunista è il tentativo che l’umanità ha fatto di realizzare l’ideale della giustizia. Il regime democratico è il tentativo che l’umanità ha fatto di realizzare l’ideale della libertà“.
Reazioni indignate alla frase anticomunista sotto la statua di don Milani vengono anche da Vicchio (Firenze), il comune dove si trova Barbiana: “La scritta sotto la statua è una vergogna per la memoria di don Lorenzo e per la sua opera. Un prete che ha dedicato la sua vita agli ultimi e che riconosceva profonde ragioni a quei comunisti, come si legge in lettere importantissime come quella a Pipetta o ‘Franco perdonaci tutti’, viene fatto passare per un feroce anticomunista per creare un inesistente don Milani ad uso e consumo della destra più becera e falsa”, denuncia Antonio Foti Valente, presidente dell’istituzione don Milani di Vicchio.
Lettera al giovane comunista Pipetta ma anche, il 26 dicembre 1947 , appena cinque mesi dopo la sua ordinazione sacerdotale, al cugino Carlo Ottocar, figlio di un cugino della mamma, che abitava in America e che gli aveva chiesto allarmato informazioni sul Pci. Scrive don Milani: “A combattere il comunismo mi parrebbe di oppormi alla storia, il che è come ribellarsi a Dio, perché è lui che la disegna. Ma con questo non sono comunista, come Geremia non era sincretista e San Gregorio non era paganeggiante. Sono solo uno che aspetta. Aspetto che faccia Dio”.