L’immagine di Lewis Hamilton, disperato con le mani sul casco e la sua Mercedes in fiamme parcheggiata a bordo pista, è la foto simbolo del Gran Premio della Malesia. Il più bello, sorprendente e forse persino decisivo di tutta la stagione di Formula 1 2016. L’inglese campione del mondo in carica ce l’ha avuto in mano fino a dieci giri dalla fine, mentre correva verso una vittoria praticamente scontata dopo che il suo compagno-rivale Rosberg era stato speronato da Vettel alla prima curva. Invece l’imponderabile (un guasto al motore Mercedes, non era praticamente mai successo quest’anno) si materializza insieme a un risultato clamoroso: doppietta Red Bull, con Ricciardo davanti a Verstappen. E terzo (più che soddisfatto) Rosberg, nonostante l’incidente iniziale e pure una penalità per un sorpasso scorretto su Raikkonen, alla fine anonimo quarto.

Il finale ricco di colpi di scena fa passare in secondo piano anche la partenza horror di Sebastian Vettel, che la frustrazione sta trasformando da pilota campione nel mondo in un dilettante allo sbaraglio. Il tedesco, che scattava dalla quinta posizione, per una volta ha avuto un buono sprint e ha provato a sfruttarlo fino in fondo: non si è accontentato di saltare agevolmente Ricciardo, ma ha tentato di superare anche Verstappen, e perché no Rosberg. Peccato, però, che in quella prima curva a destra proprio non ci fosse spazio per passare. Vettel si è infilato nell’interno, Verstappen non gli ha lasciato spazio (figuriamoci). Così il tedesco è arrivato lungo in frenata e ha finito per tamponare l’incolpevole Rosberg, che si è ritrovato all’improvviso dal secondo all’ultimo posto.

Lì la corsa è cambiata un po’ per tutti: quella del ferrarista è finita subito (sospensione rotta), quella del leader del mondiale si è complicata terribilmente, mentre si metteva in discesa per il suo amico-rivale Hamilton. E per lo stesso Verstappen, favorito dal regime di safety-car e da una tattica più aggressiva della Red Bull: subito pit-stop, per avere poi una sola sosta da fare fino alla fine e puntare addirittura al successo. Tutta la parte centrale della gara scorre così, mentre Rosberg inizia la solita rimonta dalle retrovie per riportarsi in zona punti. I sogni di gloria dell’olandese e della Red Bull sembrano spezzarsi quando si ritrova alle spalle del suo collega Ricciardo, che invece di lasciargli strada ingaggia un duello senza esclusione di colpi. Sembra l’ennesima sfida fratricida per ristabilire solo le gerarchie interne, e invece diventa la lotta per la vittoria quando Hamilton rompe a sorpresa il motore. Col senno di poi quel sorpasso negato al giovane compagno è la fortuna di Daniel Ricciardo: il Gran Premio della Malesia è suo, ed è anche la seconda volta in stagione che una Mercedes non taglia la bandiera a scacchi per prima. C’era riuscito proprio Verstappen a Barcellona. Così la Red Bull si conferma l’anti-Mercedes, la Ferrari una comparsa che può diventare decisiva solo in negativo. E Nico Rosberg il favorito del mondiale: il terzo posto di oggi, con Hamilton fuori gioco, vale più di una vittoria e gli permette di allungare a +23. Proprio in una gara che si era messa malissimo e che avrebbe potuto segnare il controsorpasso in classifica.

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