Una parcella da 25mila euro per un banale accesso agli atti che poteva essere svolto da impiegato, incarichi retrodatati o parcellizzati per evitare domande e contestazioni. Perché l’ex direttore generale Ama Giovanni Fiscon, a processo per Mafia capitale, faceva tutta questo per l’allora consulente Paola Muraro? Gli inquirenti di Roma, rileggendo le intercettazioni dell’inchiesta che ha portato in carcere anche Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, hanno scoperto – come riportano Corriere, Repubblica, Messaggero e La Stampa – un rapporto privato tra l’attuale assessore all’Ambiente, indagata per reati ambientali, e l’ex top manager della municipalizzata. Ed è quindi scattato l’abuso di ufficio, ipotizzato in concorso, dai procuratori aggiunti Michele Prestipino e Paolo Ielo e dal pm Alberto Galanti. Una vicinanza che aveva portato la Muraro – come aveva scritto il Fatto Quotidiano – a essere presente a un’udienza del processo a fianco di Fiscon.

Nell’inchiesta sulle sue ex consulenze milionarie all’Ama (1 milione e 136 mila euro in 12 anni), che appena sarà sentita l’indagata (forse il 12 ottobre come scrive Repubblica), potrebbe avviarsi verso la chiusura, compare anche un altro imputato di Mafia Capitale, l’ex amministrare delegato Ama Franco Panzironi, che avrebbe favorito Muraro facendole anche a ottenere una consulenza in Trentino. Episodio che per l’ex top manager è già prescritto.

Non si è fatta attendere la risposta della diretta interessata. “Il rispetto della dignità delle persone deve sempre collocarsi al primo posto, qualsiasi attività lavorativa e professionale si svolga. Sottoporre alla gogna mediatica un individuo, tentando di infangarne anche la vita privata, rappresenta l’opposto della nobilissima funzione che – scrive Muraro su Fb – anima il mestiere del giornalista. La ricerca della notizia non dovrebbe mai trasformarsi in un atto di sciacallaggio volto a smontare, pezzo dopo pezzo, la vita degli esseri umani”. Nel pomeriggio, poi, l’assessore ha incontrato il suo staff, a cui ha confermato l’intenzione di andare avanti: “Ho toccato un sistema di potere che sta reagendo frontalmente contro di me e queste sono le conseguenze” ha detto l’assessore secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa.

La procura di Roma potrebbe chiedere anche il rito immediato. Ad aggravare la sua posizione per i suoi rapporti con il controverso numero uno delle discariche Manlio Cerroni e ai valori truccati dei rifiuti – ci sono proprio i soldi intascati e le consulenze avute grazie a Fiscon. Incarichi come se fosse una interna, un vera e propria dirigente, delegata alla gestione degli impianti Tmb e dei tritovagliatori, e non una semplice consulente. Come emerge anche nelle trenta telefonate recuperate dal fascicolo di Mafia Capitale e che erano state scartate perché irrilevanti ai fine di quell’inchiesta. I presunti favori di Fiscon, dopo il suo arresto, vennero scoperti da Alessandro Filippi, nuovo direttore generale Ama che impose alla consulente/dirigente di non assegnare lavori senza gare d’appalto. Lei, che a luglio negava di essere indagata pur sapendolo,  continua a dirsi fiduciosa: “Sono tranquilla e mi fido della magistratura”.

Sulla Muraro “vale quello che abbiamo sempre detto: aspettiamo di leggere le carte, e poi non faremo sconti a nessuno”ribadisce la sindaca di Roma, Virginia Raggi, nell’intervista pubblicata oggi dal Fatto Quotidiano. Circa l’opportunità di dichiarare subito che Muraro fosse indagata, “alla luce di quanto accaduto dopo, lo farei”, sottolinea Raggi. “Scegliemmo di aspettare perché prima volevamo capire esattamente per cosa fosse indagata”.