“Da Buzzi 200mila euro in contanti per la campagna elettorale di Visconti e Alemanno, e a sostegno della Fondazione nuova Italia”. L’ex amministratore delegato di Ama esponente della ristretta cerchia dell’allora primo cittadino, Franco Panzironi, torna a parlare nell’aula bunker di Rebibbia dove si tiene il maxi processo a Mafia Capitale. Dopo le dichiarazioni spontanee di lunedì, l’ex ad dell’azienda romana dei rifiuti imputato per associazione di stampo mafioso, torna sul tema dei presunti fondi arrivati da Salvatore Buzzi alla Fondazione nuova Italia di Alemanno. Rispetto a ieri, però, snocciola cifre. “Tra ottobre e dicembre 2012, quando ero segretario della Fondazione nuova Italia – dice Panzironi – l’ex assessore comunale Visconti e Alemanno mi comunicarono che Buzzi voleva versare un contributo di 400mila euro per le campagne elettorali (regionali per Visconti e comunali per Alemanno) e come sostegno alla Fondazione. Successivamente circa 200mila euro vennero portati nei locali della Fondazione, in contanti e a più riprese, che Visconti o chi per lui ritirarono”.

“Volevo precisare che Buzzi – ha aggiunto Panzironi – mi fu presentato da Alemanno nella sua stanza di sindaco del comune di Roma alla fine del 2012. Lì mi accorsi che i due si conoscevano già da tempo e avevano un rapporto confidenziale”. Panzironi ha concluso raccontando che “dopo un incontro con Buzzi, Alemanno mi disse che lo stesso Buzzi voleva elargire un contributo direttamente alla Fondazione di altri 40mila euro. Anche Buzzi mi confermò il versamento di quell’importo”.

“E’ la terza volta, tra interrogatori e dichiarazioni spontanee in tribunale, che Franco Panzironi ripete le stesse falsità, prive di ogni riscontro nelle carte processuali. Sono fatti che fanno già parte delle accuse del processo che comincerà il 23 marzo, in cui sono stato rinviato a giudizio per il versamento ufficiale di 40mila euro alla Fondazione Nuova Italia” dichiara Alemanno in una nota aggiungendo che “l’unica novità è che ogni volta che Franco Panzironi prende la parola fa confusione fra diverse cifre accumulando imprecisioni su imprecisioni. Si tratta, lo ripeto ancora una volta, di dichiarazioni contraddittorie e prive di ogni riscontro, che vengono rilasciate da una persona che è in stato di detenzione preventiva ormai da 14 mesi”.

L’ex sindaco di Roma non comparirà come imputato nel maxiprocesso alla presunta mafia capitolina capeggiata – secondo gli inquirenti – dall’ex Nar Massimo Carminati., dopo che il 21 gennaio i giudici hanno respinto l’istanza di riunificazione avanzata dalla Procura. La prima udienza del procedimento a carico di Alemanno, a cui la procura contesta i reati di corruzione e finanziamento illecito, resta fissata al prossimo 23 marzo davanti ai giudici della II sezione così come stabilito il 18 dicembre scorso dal gup.