Donald Trump avrebbe violato l’embargo degli Stati Uniti contro Cuba alla fine degli anni ’90, durante la presidenza di Fidel Castro. Lo rivela Newsweek, che sostiene come il candidato del Partito Repubblicano, inviò nell’isola nel 1998 alcuni emissari della Trump Hotel & Casino Resort per fiutare eventuali affari. Quel viaggio, secondo le ricostruzioni della rivista americana, fu pagato circa 68mila dollari dall’azienda di Trump. A quel tempo le leggi americane vietavano di investire o fare spese a Cuba, a meno di eventuali permessi o autorizzazioni del governo. Non risulta che l’imprenditore newyorchese abbia avuto deroghe speciali. Trump fece poi apparire quella cifra come una donazione di beneficenza retroattiva.

Newsweek ha pubblicato un documento firmato dalla società di consulenza della Trump Hotel & Casino Resort, la Seven Arrows investment and development corporation, dove compare la somma totale del viaggio, 68.551,88 dollari. “Non sono mai stato a Cuba, non ho mai fatto affari con Cuba, non c’è altro da dire” ha replicato il candidato alle elezioni presidenziali.

Newsweek poi ha ricostruito anche la vicenda politica. Nel 1999, un anno dopo il presunto viaggio, Trump si candidò a presidente con il Partito delle Riforme, una coalizione centrista fondata dal ricco imprenditore Ross Perot. In un comizio a Miami ribadì che da presidente avrebbe mantenuto l’embargo e che non avrebbe mai fatto investimenti a Cuba finché ci fosse stato Fidel Castro.

Sull’episodio è intervenuta Hilary Clinton: “Donald Trump ha messo i suoi interessi personali e il suo business al di sopra delle leggi, dei valori e della politica degli Stati Uniti”. Marco Rubio, ex candidato repubblicano alla Casa Bianca ha commentato: “Mi auguro che la campagna di Trump si faccia avanti rispondendo ad alcune domande perché se l’articolo dice la verità sarei profondamente preoccupato. È qualcosa su cui devono rispondere. Se è davvero successo si tratta di una violazione della legge americana”.

Per la prima volta poi Usa Today, terzo quotidiano statunitense per importanza, ha invitato i suoi lettori a non votare per Donald Trump. “Non si tratta di fare una scelta tra due candidati – si legge nell’editoriale – che hanno inevitabilmente idee differenti, ma siamo di fronte ad un candidato ritenuto, col consenso unanime di tutto il giornale, inadeguato alla presidenza. Durante i suoi 15 mesi di campagna elettorale, il tycoon newyorchese ha dimostrato ripetutamente di non avere il temperamento, le conoscenze, la fermezza e l’onestà per essere presidente”.