L’obiettivo dei sicari era Giuseppe Telese, ma per farlo uscire allo scoperto i sicari che dovevano colpirlo hanno teso un agguato alla madre. La donna, Amalia Sepe, era andata a fare le spesa e stava tornando a casa con il nipotino in braccio. I malviventi sono sono entrati in azione a Napoli: le hanno puntato la pistola alla testa e le hanno strappato il bimbo dalle braccia, costringendo Telese a uscire allo scoperto. Mentre uno dei due sicari aveva ancora il bambino in braccio, l’altro ha sparato alcuni colpi di pistola.

La donna si è messa sulla linea di tiro dei killer per fare da scudo al figlio ed è stata colpita all’addome e all’inguine. A questo punto i sicari hanno abbandonato il bambino a terra, mentre accorreva della gente, e sono fuggiti. Il tutto è avvenuto in via Don Guanella 56. Anche l’uomo sarebbe stato ferito, ma solo di striscio. Il bambino è rimasto illeso.

La donna è stata soccorsa da un’ambulanza del 118 e ora si trova nell’ospedale Cardarelli. Sarà sottoposta a un intervento chirurgico ma, secondo i medici, non è in pericolo di vita. Giuseppe Telese, invece, è stato ferito di striscio a una caviglia. Nulla di grave. Sull’accaduto sono in corso indagini del commissariato Scampia. Un altro fatto di sangue dopo quello di due giorni fa, a Napoli, dove è stato ucciso un uomo di 38 anni, Giuseppe Guazzo, 38 anni, ritenuto dagli investigatori affiliato al clan Lo Russo. I killer sono entrati in azione, questa volta, in via Ansaldo, nel quartiere Chiaiano della città. Numerosi i colpi esplosi dai sicari. Almeno quattro quelli che hanno raggiunto Guazzo al capo. L’uomo è stato soccorso ma è deceduto poco dopo il suo arrivo nell’ospedale Cardarelli. Nel corso di una perquisizione che i carabinieri hanno fatto nell’abitazione di Guazzo sono stati trovati, nel vano ascensore del palazzo, armi e droga.