“Votare Sì al Referendum costituzionale, con il cambiamento che ne deriverà, è importante anche per la ricerca”.  Anche Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità si unisce al coro dei sostenitori del riforma costituzionale. E al margine del Forum sul futuro della ricerca in corso a Roma, afferma infatti che la vittoria del Sì alla consultazione popolare sarà favorevole persino sulla sanità.

“Sembra strano – ha spiegato – parlare in una sede scientifica di referendum costituzionale. In realtà è importante perché bisogna spiegare molto chiaramente che un cambiamento della Carta riguarda anche la sanità, perché riporta allo Stato una competenza importante. E ha effetti anche sulla ricerca, perché questo campo è fatto di investimenti. Che vengono soprattutto dall’estero e, in questo settore, gli investitori si aspettano e chiedono un’Italia stabile, competitiva, che, oltre ad avere persone capaci, sappia anche utilizzarle al meglio. Quindi il cambiamento costituzionale è importante anche in questo settore”.

Secondo Ricciardi, per quanto riguarda la ricerca, “non c’è dubbio che gli scenari futuri dipenderanno dalla capacità del nostro Paese di essere competitivo. E il referendum costituzionale va in questa direzione”. Questo passaggio, quindi, “non è da sottovalutare: dà la possibilità di offrire garanzie agli investitori sulla riformabilità del nostro Paese, sulla capacità di cambiare”. Per il presidente dell’Iss “è evidente che per un Paese che ha 2.250 miliardi di debito pubblico è fondamentale attrarre investimenti dall’estero. E la biomedicina è uno dei settori più importanti”.

Un intervento che ha suscitato la replica dei deputati M5S in commissione Affari sociali.  “Prendiamo atto dell’endorsement del presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Riccardi al Sì per il referendum. Il sostegno alla linea governativa conferma che le nomine da parte della politica di ruoli apicali in enti pubblici creano cortocircuiti. Al netto del fatto che riteniamo questa sortita pubblica fuori luogo rispetto a quella che è la sfera di competenza di Ricciardi, ci domandiamo se abbia davvero compreso il testo della riforma Boschi-Renzi-Verdini. Questa, infatti, eroderebbe i principi cardine sanciti dalla Carta e abbatterebbe lo stato sociale, favorendo gli interessi di grandi gruppi economici a danno dei diritti dei cittadini. Dello stato sociale, forse è necessario ricordarlo, fa parte anche il Servizio sanitario nazionale”.