Una riunione fiume d’emergenza tra i vertici (in corso da questa mattina) dopo una notte in bianco di messaggi e telefonate. I parlamentari M5s che chiedono compattezza per rimediare agli errori fatti, la sindaca Virginia Raggi che raduna la giunta. Una corsa contro il tempo perché se c’è una via d’uscita dal pantano di Roma, il Movimento 5 stelle sa che deve trovarla al più presto per evitare il tonfo finale. Il direttorio grillino (composto dai deputati Di Battista, Di Maio, Ruocco, Sibilia e Fico) da più di otto ore sta incontrando a porte chiuse il mini direttorio romano (Perilli, Taverna, Vignaroli e Castaldo) negli uffici dello staff comunicazione alla Camera. Obiettivo è quello di cercare una soluzione alla crisi della giunta M5s di Roma dopo che l’assessora all’Ambiente Paola Muraro ha detto davanti alla commissione Ecomafie di essere a conoscenza da quasi due mesi di essere indagata per reati ambientali e così anche la sindaca Virginia Raggi.

Imbarazzo e preoccupazione, ma anche una corsa contro il tempo per cercare di risolvere la situazione. Mentre si attendono gli esiti dell’incontro a porte chiuse, alcuni parlamentari M5s chiedono pubblicamente che si riconoscano gli sbagli per andare avanti. “Questo non è il momento per prendersela con la stampa brutta e cattiva”, ha scritto su Facebook la senatrice Barbara Lezzi. “È tempo di chiedere scusa, risolvere velocemente il problema e continuare a lavorare senza distrazioni”. Ha parlato di sbagli anche il senatore Nicola Morra: “Agli errori fatti”, ha detto in un post, “rimedieremo con umiltà e sacrificio, perché non possiamo pretendere dagli altri ciò che noi per primi tolleriamo”. Ha chiesto una riflessione anche la deputata Roberta Lombardi, esclusa dal mini direttorio romano a metà luglio per i suoi screzi con la sindaca: “Dobbiamo ammettere gli errori e mandare via chi non c’entra con il Movimento”, ha detto. Stessa posizione ribadita anche dal deputato grillino Andrea Cecconi: “Se c’è stato un problema di trasparenza chiederemo scusa a Roma e agli attivisti”.

Ora tutti gli sforzi sono indirizzati a chiedere le dimissioni dell’assessora all’Ambiente Paola Muraro. E a Virginia Raggi si chiede di prendere posizione per spiegare come mai abbia deciso di coprire l’ex consulente Ama e di tenere nascosta la notizia dell’indagine. Ma non è la sola versione che circola in queste ore: secondo alcune ricostruzioni infatti, il 5 agosto scorso la sindaca avrebbe mandato una mail per informare sulla situazione giudiziaria della titolare all’Ambiente alcuni parlamentari M5s.

Il leader Beppe Grillo non si è ancora esposto pubblicamente. “Il M5s ce la farà”, ha detto il leader al telefono con un parlamentare citato dall’agenzia Adnkronos. “Basta ripartire con il piede giusto”. Il comico secondo alcuni vuole chiedere alla sindaca di allontanare le due figure più contestate degli ultimi giorni, Raffaele Marra e Salvatore Romeo. Ma ancora non si è arrivati a una linea comune e i vertici riuniti alla Camera stanno riflettendo su cosa dire ad elettori e attivisti. Luigi Di Maio ha annullato la partecipazione a Politics, il programma di Gianluca Semprini che debutta questa sera su Rai 3 e Alessandro Di Battista ha invece cancellato una delle date del suo tour Costituzione coast to coast: tutte le energie ora sono per risolvere il caso Roma. In serata è attesa una comunicazione congiunta dei parlamentari, mentre in contemporanea la sindaca Raggi sta incontrando gli assessori della sua giunta. Per il momento una soluzione sembra ancora lontana.

La strategia e la resa dei conti con chi sapeva dell’indagine – Le mosse da fare, ripetono fonti vicine al direttorio M5s, sono semplici: riconoscere l’errore ed allontanare la titolare all’Ambiente. Ma ogni piano diventa ora complicato in un clima di grande tensione e diffidenza. Perché la sindaca 5 stelle ha detto di essersi confrontata con il deputato Stefano Vignaroli, con la senatrice Paola Taverna, l’eurodeputato Fabio Massimo Castaldo e il consigliere regionale Gianluca Perilli. “Luigi Di Maio invece non sapeva”, ha detto la stessa Raggi. Erano all’oscuro anche i membri dello staff comunicazione, Beppe Grillo e Davide Casaleggio. Una spaccatura interna molto grave che preoccupa il Movimento: perché non sono stati avvisati? Perché hanno lasciato che i vertici si esponessero dicendo che non c’era nessuna indagine sulla Muraro? Da questo momento in poi tutti sospettano di tutti.

Al centro della discussione c’è una mail che la sindaca avrebbe inviato al mini direttorio e a Luigi Di Maio per informare sulla situazione giudiziaria della titolare all’Ambiente della sua giunta. Il messaggio, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe stato inviato dopo il 18 luglio ovvero dopo che Muraro e Raggi vengono a sapere del coinvolgimento nell’indagine dell’assessora. I parlamentari ormai riuniti da più di otto ore stanno cercando di capire se davvero il membro del direttorio era a conoscenza della situazione oppure se si tratta di illazioni senza fondamento.

Le reazioni dentro il Movimento – I parlamentari assistono increduli e ora chiedono una riflessione prima di andare avanti. Chi ha deciso di esporsi parla della necessità di ripartire dagli errori. La deputata Roberta Lombardi, la stessa che era stata esclusa dal mini direttorio per le tensioni con la Raggi, su Facebook ha scritto: “Errori sono stati fatti ed è semplicemente onesto ammetterli. Ora è il momento di avere coraggio, oltre gli slogan elettorali”. E ha poi aggiunto che serve maggiore compattezza del gruppo: “Ammettere gli errori, chiedere scusa, mandare via chi con il M5s non c’entra nulla e mai c’entrerà nulla fare gruppo perché la sfida è titanica e da soli non si può nulla e concentrarsi solo ed esclusivamente sul rilancio di Roma. Solo questo”. Nel pomeriggio anche il senatore Nicola Morra si è esposto con un post su Facebook dove non ha risparmiato critiche alla gestione romana: “Che cos’è il Movimento se non partecipazione, condivisione, trasparenza? Che cos’è, se non un mettersi al servizio della comunità di cui ci si sente parte? Per Roma qualcuno se l’è forse dimenticato”. Ma ha poi aggiunto che interverranno al più presto: “Noi glielo ricordiamo, facendo chiarezza anche all’interno dei tanti che si dicono M5S senza effettivamente esserlo; agli errori fatti rimedieremo con umiltà e sacrificio, perché non possiamo pretendere dagli altri ciò che noi per primi tolleriamo. La credibilità che ci siamo guadagnati con coerenza nel tempo è figlia di un progetto politico in cui si vince quando si convince, argomentando e proponendo razionalmente contenuti, non slogan. Si vince quando si è squadra, non se si è individualisti. A Roma siamo già al lavoro per rimediare agli errori fatti e lo faremo”.

Tra chi invece chiede una presa di posizione più radicale c’è il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, già sospeso dal Movimento e in attesa di avere risposte sulla sua posizione: “Alla luce degli ultimi avvenimenti”, ha scritto su Facebook, “il direttorio dovrebbe oggi rassegnare in blocco le proprie dimissioni per non aver saputo gestire il Movimento, e si dovrebbe finalmente tornare a parlare di partecipazione e di condivisione degli indirizzi politici. L’Italia non si governa con due clic in rete e con decisioni calate dall’alto e a porte chiuse”.

Increduli i consiglieri M5s in Campidoglio che da giorni chiedono di avere più voce in capitolo nelle decisioni della giunta. In tarda mattinata sono arrivati a Palazzo Senatorio per incontrare la sindaca Virginia Raggi. Daniele Diaco, presidente M5s della commissione Ambiente, ha difeso la prima cittadina: “Ha fatto benissimo a tenere nascosta la notizia dell’indagine a carico della Muraro”, ha detto rispondendo alle domande dei cronisti.

Caos in giunta M5s, l’assessore Paolo Berdini: “Marra se ne deve andare” – La crisi della giunta va avanti da quasi una settimana. Tutto è iniziato giovedì primo settembre con cinque dimissioni di dirigenti comunali, tra cui l’assessore al Bilancio Marcello Minenna. Al centro delle polemiche c’è tra le altre cose la figura di Raffaele Marra, vice capo di Gabinetto e accusato dai dimissionari di avere un eccessivo potere all’interno dell’amministrazione. Contro di lui oggi si è schierato anche l’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini: “Raffaele Marra”, ha detto intervistato da Radio Anch’io, “ormai bisogna fare i nomi, deve fare un passo indietro se è vero quello che dicono le oche del Campidoglio, se è stato lui l’ispiratore di questa scellerata lettera all’Anac di Cantone”. Proprio Marra infatti, secondo le ricostruzioni, avrebbe lavorato al testo inviato all’Anticorruzione per sapere se la nomina della ex capa di Gabinetto era illegittima. “E’ stato un gesto da me poco condiviso – ha detto Berdini – Ci sono molti modi per comporre dissensi anche di merito, perché questa è la vita democratica all’interno di compagini politiche e amministrative complesse, come è quella di Roma, ma vanno affrontati con strumenti giusti. Non è possibile che ci sia qualcuno che pensi a scorciatoie di questo tipo. Credo che il sindaco Raggi abbia il dovere di richiamarlo all’ordine e trasferirlo ad altre e più modeste mansioni”.

Renzi: “Mai viste tante bugie tutte insieme” –  Sul caos romano è intervenuto anche Matteo Renzi. “A me dispiace – ha detto il premier a Porta a Porta – non festeggio. Lo so che nella logica politica uno vede gli altri fallire e dovrebbe dire alè, evviva. Io no. Se Virginia Raggi fa bella figura, fa bella figura Roma. Le scene di queste ore sono francamente indecorose per tutti, anche per i sostenitori dei Cinque stelle. Ma non compro i pop corn. Francamente e umanamente sono triste per questo. Mai viste tante bugie tutte insieme però da italiano e presidente del Consiglio sono dispiaciuto”.