Abitualmente nel mese di agosto sospendo la redazione delle newsletter quindicinale sui diritti civili che curo per l’Associazione Luca Coscioni. Ho però continuato a leggere i giornali e le rassegne stampa da cui traggo le notizie per la mia newsletter. Una delle cose che mi ha maggiormente colpito è la cafonaggine dei politici e della stampa di destra.

Essa, naturalmente, era già ben nota ma a Ferragosto, secondo un detto popolare, ognuno è più libero. E così abbiamo potuto goderci una serie di dichiarazioni e di articoli a livello Vernacoliere. Ad esempio quella dell’ex ministro Lupi, che promette le barricate contro la legalizzazione della cannabis perché “fa molto male, come dimostrato dai più grandi scienziati del mondo”. O la minaccia di Salvini a Mattarella, “complice di scafisti e sfruttatore di uomini”: “Attento – avverte lo statista padano – perché al Quirinale arriveranno i forconi”.

Quanto alla stampa, Libero batte Il Giornale. Pochi esempi. Libero riprende dati ufficiali tedeschi da cui emerge che in Germania, fra il 1997 e il 2014, sono nati grazie alla procreazione assistita 225mila bambini (uno su ogni 40 nati). Eloquente il titolo: “In Germania scopano più le provette che i tedeschi”. Minacciosa, secondo il quotidiano, la prospettiva per l’Italia, che sembra avviata sulla stessa brutta strada della Germania (ma Libero non arriva a dire che gli italiani “non scopano” perché questa è una affermazione che da noi, fin dai tempi del Duce, è troppo incauta).

Altro tema: gli immigrati. Libero riporta il pensiero di Davide Giacalone sull’idea di affidare ai profughi dei lavori socialmente utili. Giacalone la boccia senza pietà perché i lavori socialmente utili “sono sempre stati inutili” (e semmai devono farli gli italiani). Il pensiero globale del quotidiano è riassunto nel titolo “I profughi non vogliono lavorare”. Sempre su “Libero”, anche Vittorio Feltri se la prende con Mattarella per le sue aperture agli immigrati. “L’enigmatico siculo” – scrive Feltri – “torni a tacere”. Altrimenti “ci scappa un vaffa”. Alla faccia del codice penale, che appioppa da uno a cinque anni a chiunque vilipenda il Capo dello Stato.

Così è l’Italia, fin dai tempi di Dante (“Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?”). Il Giornale, dal canto suo, dà una notizia curiosa: la Marina militate Usa ha intitolato una nave al famoso attivista della causa degli omosessuali Harvey Milk. Milk – scrive il Giornale – era stato per alcuni anni ufficiale di Marina, poi allontanato perché “fraternizzava con i marinai”. Fin qui la breve notizia, senza commenti.

La seconda cosa che mi ha colpito è il modo in cui la Camera si è “liberata” del dibattito su eutanasia e testamento biologico, che noi della Associazione Coscioni, assieme a qualche decina di parlamentari, eravamo riusciti a far porre all’odg della stessa Camera. All’inizio di agosto, all’ordine del giorno della Commissione Affari Sociali della Camera, il dibattito sul testamento biologico figurava in ben due giornate: in realtà questo si è tenuto solo nella giornata di martedì 2 agosto. Di cosa hanno parlato i commissari? Di nulla. La seduta è iniziata alle 15.25 e si è interrotta alle 15.30.

Cinque minuti in cui il Presidente della Commissione ha annunciato l’abbinamento della sedicesima proposta di legge riguardante le disposizioni anticipate di trattamento (Dat) questa volta a prima firma Giordano (M5S). E’ stato invece formato il Comitato ristretto di parlamentari che affiancherà la relatrice Lenzi (Pd) nel creare un testo unificato che funga da base per gli emendamenti e la discussione generale. Il Comitato, formato da 11 parlamentari oltre al Presidente della Commissione e alla relatrice, si è riunito per 30 minuti ma, mancando una registrazione e un resoconto dei lavori, non siamo in grado di portarvi a conoscenza del contenuto dell’incontro.

Queste le prospettive, a sette anni dalla morte di Eluana: accantonato il tema della eutanasia, in autunno si potrebbe giungere a votare una legge abbastanza avanzata sul testamento biologico. Sono d’accordo tutti i 5 Stelle e gran parte del Pd, ma i dissidenti dello stesso Pd e soprattutto dei partiti di centro destra hanno presentate 15 pdl molto meno avanzate sul tema. Fra queste, le pdl di Binetti, Roccella e Calabrò, che lasciano al medico l’ultima parola e non consentono di dire no ad alimentazione e idratazione artificiali.