Anche quest’anno a partire dal 19 agosto a Rimini si svolgerà la kermesse di Comunione e Liberazione. Fino al 25 agosto si susseguiranno dibattiti che vedranno alternarsi le élite che esercitano il potere nel nostro Paese. Il 24 agosto sarà presente anche la ministra Boschi, icona pop dei nostri tempi, ma soprattutto madre, dopo un deleterio accoppiamento con Denis Verdini, di una riforma Frankenstein. Un aborto istituzionale che i cittadini, a mio avviso, a ottobre rigetteranno con determinazione. Con esso rigetteranno l’arroganza di un Presidente del Consiglio che intende modificare in maniera unidirezionale la Carta Costituzionale.

Un Presidente del Consiglio, altresì, nominato da un Presidente della Repubblica al suo secondo mandato, che ha ricevuto la fiducia da un parlamento abusivo, perché eletto con una legge elettorale incostituzionale. Quando l’Assemblea Costituente nel 1948 terminò i suoi lavori, la Costituzione era una perfetta sintesi tra istanze di partenza anche molto divergenti tra loro. La Commissione dei 75 fu il trionfo della mediazione politica. L’antitesi dell’odierna tracotanza che, pur di seguire i dettami provenienti dal mondo finanziario (si pensi al report del 2013 della Jp Morgan di cui ho già scritto), calpesta ogni germoglio critico. Ma com’è possibile che si sia transitati da personaggi del calibro di Benedetto Croce e Piero Calamandrei a Maria Elena Boschi e Denis Verdini?

Per capire la mutazione antropologica che ci ha portato ai giorni odierni, parchi di pensiero critico, una visita al meeting di Rimini sarebbe istruttiva. Un circo del potere dove nani e ballerine si alternano a belve feroci che spacciano per democrazia un’aristocrazia tracotante e ignorante. Un Expo dello spirito, in nome di quel Gesù che fu ucciso dal potere religioso e politico del suo tempo con l’accusa di essere un “sobillatore politico”. Si era permesso di fare una scelta di campo netta: dalla parte degli ultimi, al fianco della peggiore plebaglia che era oppressa dall’occupazione militare di Roma e da quella religione di cartone ben rappresentata oggi da Comunione e Liberazione. Una spiritualità d’etichetta da impresari Ong, citando papa Francesco.

A Rimini, in questi giorni, saranno in vetrina le élite finanziarie ed economiche che, oltre a tradire il messaggio evangelico, hanno tradito l’umanità rendendo il nostro mondo odierno la culla del diavolo. Un mondo davvero diabolico ove bruciano alacremente le ultime briciole di empatia. Un mondo che sta vivendo l’ennesima mutazione capitalista in cui la degenerazione capitalista si palesa con dati che sono emblema del collasso di paradigma che si sta vivendo: la ricchezza detenuta dall’1% della popolazione mondiale supera quella del restante 99% e delle prime 100 entità economiche, 67 sono multinazionali e 33 governi.

Un sistema anticristiano che in questi giorni d’agosto si autocelebra a Rimini tradendo il vero messaggio di Gesù: “Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi” (Luca 1,39-55). “Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli” (Mt 19,23-30). Una volta don Gallo mi raccontò una barzelletta: “Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo si incontrano e parlano di dove trascorreranno le imminenti vacanze estive. Allora il Padre dice: ‘Io andrò in India perché è un paese molto interessante’, lo Spirito Santo, invece: ‘Io in Africa, è un posto caldo e colorato’. Gesù, con sicurezza afferma: ‘Io andrò in Vaticano!’. ‘E che ci vai a fare?’, gli domandano in coro gli altri due. ‘Non ci sono mai stato!'”.

Magari quest’agosto alla kermesse di Rimini tra gli stand di banca San Paolo, Nestlé e della marina militare potrebbe aggirarsi Gesù Cristo. Ma chi lo riconoscerebbe? Temo che i vigilantes armati, magari allertati da padre Livio di Radio Maria, subito fermerebbero quest’uomo stravagante dall’aspetto un po’ hippy intento a rovesciare i tavoli di banchieri e amministratori delegati di multinazionali. Dopo poco sarebbe fuori dalla fiera, di nuovo su di un marciapiede pronto a incarnarsi nelle testimonianze di Lorenzo Milani, Alex Zanotelli, Arturo Paoli, Andrea Gallo, Peppe Diana, Alessandro Santoro e i tanti preti che con papa Francesco, finalmente, non sono più da considerarsi “scomodi” ma semplicemente cristiani.