Ha attraversato da solo l’arco d’ingresso del campo di Auschwitz, con il capo chino e in silenzio. E’ passato sotto la scritta ‘Arbeit macht frei’ (Il lavoro rende liberi). Poi si è seduto su una sedia con le mani giunte, e ha pregato per diversi minuti nella piazza dell’appello. Il luogo dove avvenivano le impiccagioni dei prigionieri, accanto al muro della morte, dove gli internati venivano fucilati. Papa Francesco è arrivato nel campo di sterminio nazista ad Oswiecim, a circa 70 chilometri da Cracovia dove si svolge la Giornata mondiale della gioventù, intorno alle 9 e 30. Ha scelto di non pronunciare discorsi nel luogo simbolo dell’Olocausto. Ma ha voluto lasciare un messaggio: “Signore, abbi pietà del tuo popolo! Signore, perdona tanta crudeltà“. Una frase scritta in spagnolo diffusa con un tweet dal Museo Memoriale di Auschwitz.

Dopo la preghiera, Bergoglio ha incontrato un gruppo di sopravvissuti alla Shoah. Per ciascuno c’è stato un momento personale con il pontefice, con qualche scambio di parole, strette di mano, abbracci. Uno di loro ha regalato al papa una candela con la quale Francesco ha acceso una lampada davanti al “muro della fucilazione”. Bergoglio si è fermato poi davanti al Blocco, il cosiddetto ‘Blocco della morte‘, dove si trova anche la cella in cui fu ucciso san Massimiliano Kolbe, il francescano polacco che offrì la sua vita ai nazisti in cambio di quella di un padre di famiglia. Anche in questa stanza Francesco si è seduto per un altro lungo momento silenzioso di preghiera.

Dopo aver lasciato Auschwitz, dal quale è uscito da solo e a piedi, come era entrato, è arrivato al campo di concentramento di Birkenau a pochi chilometri dal primo. Qui ancora momenti di silenzio e l’incontro con venticinque ‘giusti delle nazioni’, persone che hanno messo a rischio anche la propria vita per aiutare gli ebrei durante la persecuzione nazista. Nonostante ci siano più di mille ospiti, per tutto il momento della preghiera nel campo c’è stato un silenzio surreale. Il pontefice è passato da solo davanti ad alcune lapidi commemorative e si è raccolto in preghiera. Quindi ha acceso una lampada. Il silenzio è stato rotto dal canto, in ebraico, del salmo 130 (De profundis) del rabbino capo della Polonia.