Il senatore M5s Mario Michele Giarrusso andrà a processo per diffamazione. L’Aula del Senato ha accolto la proposta della giunta per le Immunità di considerare sindacabile il parlamentare: 159 i voti a favore, 75 i contrari e 4 gli astenuti. Lo stesso Giarrusso aveva chiesto al M5s di votare contro l’insindacabilità, rinunciando dunque all’immunità parlamentare. “È stato fatto di tutto per mettermi a tacere, per non permettermi di partecipare a questa discussione”, ha detto in Aula. “Queste prerogative sono considerate un privilegio per l’abuso che voi ne avete fatto e noi non vogliamo averci niente a che fare. Tanto la magistratura si occuperà di voi e tutti saremo giudicati dai cittadini”.

In un primo momento il parlamentare siciliano aveva depositato una memoria  alla Giunta per le Immunità di Palazzo Madama per chiedere l’immunità prevista dalla legge ed evitare così un processo per diffamazione. Poi, dopo essere stato travolto dalle polemiche, ha deciso di fare un passo indietro, chiedendo ai colleghi di votare contro e di fatto di rispondere in Tribunale delle sue affermazioni.

“Il Re delle bugie del Pd è nudo”, ha commentato il capogruppo del M5s Stefano Lucidi. “Ieri il Partito Democratico, per coprire chi nel suo partito con il voto segreto ha votato a favore di Berlusconi, si è inventato un fantomatico patto M5s-Forza Italia per ‘salvare’ Mario Giarrusso. Oggi in Aula, con voto palese le bugie del Pd sono emerse chiaramente e sono state clamorosamente smentite nei fatti. Il Movimento 5 stelle ha votato a favore della relazione della Giunta per le autorizzazioni proponendo la sindacabilità di quanto dichiarato dal proprio rappresentante in Senato. Per il Movimento 5 Stelle tutti i cittadini sono veramente uguali davanti alla legge”.

Giarrusso era stato querelato per diffamazione perché in un articolo pubblicato dal blog di Beppe Grillo, e intitolato “la mafia ai tempi del Pd”, il portavoce disse che durante un suo intervento in piazza ad Agira, in provincia di Enna, erano presenti l’ex senatore Mirello Crisafulli, l’eurodeputata Michela Giuffrida, la deputata Pd Maria Greco e a fianco il “signor Giuseppe Giannetto“: “Tesserato del Pd”, si legge sul blog, “e arrestato nel 2005 mentre cenava in un casolare di campagna e discuteva di affari con il boss Giuseppe Di Fazio, reggente della famiglia mafiosa Santapaola”. Gli interessati smentirono di essere stati presenti e di conoscere Giannetto., mentre la deputata Greco del Pd querelò Giarrusso.