Anche quest’anno è la Chiesa Cattolica la principale destinataria dell’8 per mille dell’Irpef. In base ai dati del Dipartimento delle Finanze sui redditi 2012 ripartiti nel 2016, gli italiani che hanno espresso una scelta in sede di dichiarazione dei redditi sono stati 18,8 milioni su un totale di 41,5 milioni di contribuenti. Di questi, 15,2 milioni hanno indicato come beneficiaria la Chiesa, che ha ricevuto 1,011 miliardi di euro: l’81% del totale distribuito, pari a 1,257 miliardi.

Il meccanismo di riparto dell’8 per mille è stato più volte censurato dalla Corte dei Conti perché “permette ai beneficiari di ricevere più dalla quota indistinta che non dalle precise scelte dei contribuenti”. Infatti 22,2 milioni di italiani non hanno scelto alcun destinatario, ma la loro quota è stata come ogni anno ripartita tra i beneficiari in proporzione alle scelte espresse.

Solo il 14,81%, circa 187 milioni, è andato allo Stato, per il quale si sono espressi 2,7 milioni di cittadini, mentre circa il 3% (37,3 milioni) è andato alla Chiesa Evangelica Valdese. Alla Unione delle comunità ebraiche sono stati versati 4,7 milioni, ai luterani 3,1 milioni, alle Chiese cristiane avventiste del settimo giorno 2 milioni. Cifre inferiori per le Assemblee di Dio in Italia e la Chiesa Apostolica.