Si apre la settimana decisiva per il sindaco di Roma Virginia Raggi: ultimi incontri, ultime scelte, prima dell’attesissima presentazione della sua giunta. Il giorno clou per i Cinque Stelle è giovedì 7 luglio, una data cerchiata in rosso sul calendario per due buone ragioni. Perché si riunirà per la prima volta il consiglio comunale e perché, appunto, il sindaco svelerà, a due settimane dalla proclamazione, tutti i nomi dei suoi assessori. “La quadra già c’è e le persone non mancano affatto”, assicurano dal Campidoglio dopo che nei giorni scorsi era circolata pure l’ipotesi di uno slittamento della presentazione dell’esecutivo. “Per alcune caselle, addirittura, si sta scegliendo tra più possibilità”, aggiungono le stesse fonti. Decisivo sarà già un incontro in programma lunedì con il “mini-direttorio” romano: la senatrice del M5s Paola Taverna, la deputata Roberta Lombardi, il consigliere regionale del Lazio Gianluca Perilli. Sarà invece assente l’europarlamentare Fabio Massimo Castaldo, in trasferta a Parigi.

Ma in Campidoglio gli animi non sono del tutto sereni e l’intervento da mediatore di Beppe Grillo sta lì a dimostrarlo. Il caso di Raffaele Marra, il dirigente pubblico (con precedenti esperienze con Gianni Alemanno e Renata Polverini) che è stato scelto per il ruolo di vicecapo di gabinetto, ha annuvolato l’alba dell’era Raggi. Marra a breve “sarà spostato ad altro incarico”. Con lui potrebbe traslocare anche Daniele Frongia, braccio destro della Raggi, che anziché capo di gabinetto, potrebbe essere vicesindaco con delega al Patrimonio. La casella è ancora vuota e “se l’ipotesi dello spostamento di Frongia non dovesse concretizzarsi – si ragiona nel mini-direttorio romano – potrebbe anche restare vuota per adesso”. Rimandando ad un momento successivo, con acque magari meno agitate, la scelta di chi siederà sulla seconda poltrona di Palazzo Senatorio.

Da domani si terranno le ultime riunioni per chiudere sull’assetto definitivo della squadra, in vista dell’appuntamento del 7 luglio, alle 15. In gioco c’è la credibilità come forza di governo del Movimento non solo a Roma, ma anche a livello nazionale, dove i Cinquestelle si propongono come principale forza politica alternativa al Pd. Tant’è che è proprio il Partito Democratico tra i primi a partire all’attacco sulla situazione della Capitale. “Roma è ancora senza giunta, unica città in Italia. La Raggi, bloccata fra veti e dossier, dimostra una incapacità di governo da far paura”, affonda il deputato Marco Miccoli. Mentre da Scelta Civica si fa sentire Gianfranco Librandi: “Mentre la città è al collasso, il sindaco Raggi è persa nei meandri del manuale Cencelli, con telefonate che arrivano da Milano (Casaleggio) e da Genova (Grillo) per condizionare la scelta degli assessori di Roma, mediando tra le varie correnti. Praticamente, un sindaco commissariato“.