“Indebite e gravi ingerenze politiche“, “un clima di terrore“, il presunto tentativo di licenziare un lavoratore perché “sentito al supermercato parlare male dell’amministrazione”. A parlare è il direttore generale del Comune di Livorno, Sandra Maltinti. Lo fa in una commissione consiliare, portando alla luce del sole lo scontro ormai totale tra il sindaco Filippo Nogarin (M5s) e il “capo” della macchina amministrativa, nominato proprio da Nogarin pochi mesi dopo la vittoria dei maltintiCinquestelle nella città toscana. Il sindaco si dice “sbalordito” per queste “accuse gravissime”. Nogarin in una nota accusa Maltinti di aver dato vita a un “monologo fuori luogo preconfezionato ad arte”: tutto ciò “senza fare alcun riferimento a fatti specifici o procedimenti utili ad accertare la veridicità di quanto riportato”. A parlare ironicamente di “show” è stata invece Francesca Martini, assessore comunale con delega al personale. Ma è l’ennesima puntata di una guerra ormai quotidiana. Soltanto un mese fa, per esempio, Nogarin e Maltinti si erano scambiati accuse e querele su una presunta lettera di dimissioni in bianco.

Nella relazione sul personale di Palazzo civico, preparata dalla Maltinti e letta in commissione, si parla di “indebite ingerenze” di “alcuni assessori e consiglieri comunali” nei confronti degli “impiegati più accondiscendenti” per realizzare “le loro personali iniziative“, di “gravi ingerenze della politica” ad esempio “in gare in corso di pubblicazione bloccate dopo la loro emanazione” e di un clima lavorativo in alcuni casi improntato “dal terrore di esprimere le proprie opinioni”. Parole “sconvolgenti e agghiaccianti” per le opposizioni. Un mese fa Maltinti aveva depositato un esposto alla polizia municipale per accendere i riflettori su alcune questioni affrontate dall’amministrazione e nei giorni scorsi è stata sentita in Procura. “Il rapporto di fiducia nei confronti del direttore generale – taglia corto Nogarin – si è ulteriormente deteriorato: siamo arrivati al punto di non ritorno“.

 “Ingerenze, improvvisazione, scollamento”
Scrive la Maltinti: “Sindaco e assessori tendono a prendere decisioni operative e pretendere che i dirigenti appongano a valle delle loro scelte il loro parere, sovrapponendosi di fatto all’azione dirigenziale: questo è contrario alla legge“. Nel mirino inoltre “alcuni assessori e consiglieri comunali” che “per realizzare le loro personali iniziative pongono in essere indebite ingerenze, rivolgendosi direttamente agli impiegati più accondiscendenti che molto spesso non riferiscono ai dirigenti, con conseguenti sovrapposizioni, malintesi e disservizi”. Il direttore generale parla inoltre di “improvvisazione“, di “atti dirigenziali importanti portati all’ultimo minuto impedendo di fatto un’istruttoria” e di “scollamento tra struttura amministrativa e organo di direzione politica”.

Maltinti sostiene che un’addetta alle pulizie di Palazzo civico sia stata “allontanata dal primo piano, perché sentita al supermercato parlare male dell’amministrazione”. Contro tale persona in un primo momento sarebbe stato anche richiesto “il licenziamento in tronco, come del resto per altri dipendenti”. L’assessore Martini però controbatte: “Non mi risulta che ci siano procedimenti interni aperti per licenziare qualcuno che abbia espresso la propria opinione: ognuno documenterà quanto sostenuto e si assumerà le responsabilità di quello che dice”.

Nogarin: “Maltinti evita il confronto”
Nogarin controbatte: “Se davvero il direttore generale avesse avuto a cuore il buon funzionamento della macchina amministrativa avrebbe dovuto chiedere un confronto con il sottoscritto: così non è stato. Maltinti ha evitato il confronto e ha preferito lanciare pubblicamente le sue accuse”. Secondo il sindaco si tratta di “un nuovo tentativo di far vacillare l’amministrazione pentastellata” o forse “una mossa utile a difendere la poltrona e il lautissimo stipendio“.