È un mercato che cambia quello delle droghe, che si sposta in parte online, dove si può comprare con un clic e ricevere direttamente a casa, in anonimato. E l’aumento della vendita via internet preoccupa non solo chi lavora nella lotta alle dipendenze, ma anche la criminalità organizzata, che fatica a prendere il controllo di una piazza complessa come quella della rete. L’analisi arriva dalla comunità di San Patrignano, realtà nel riminese che da oltre 40 anni si dedica al recupero dei tossicodipendenti, e che il 25 e il 26 giugno, in occasione della Giornata mondiale per la lotta alla droga, sarà in diverse piazze italiane per raccogliere fondi a sostegno della campagna di prevenzione.

“Negli ultimi cinque anni – spiega Antonio Tinelli, coordinatore del Comitato sociale della comunità – i ragazzi ci hanno descritto l’estrema facilità con cui si possono acquistare droghe sintetiche sul web. Droghe che spesso non sono nemmeno codificate nelle tabelle come tali, perché sono inedite, con principi attivi mai studiati e mai classificati. Per questo, il ministero della Salute fa fatica a stare dietro a questo nuovo mercato. Il fenomeno è in crescita. E la situazione è preoccupante e grave. Persino le organizzazioni mafiose, che tradizionalmente controllano e guadagnano sullo spaccio di stupefacenti, stanno subendo una contrazione delle vendite, perché il mercato online sta invadendo quello tradizionale”. Del resto, conclude, “avere il monopolio dello spaccio su un territorio è facile, mentre controllare la rete è molto più complesso”.

Le strade per comprare online sono più accessibili e consentono di acquistare in anonimato, senza muoversi da casa, e a prezzi più vantaggiosi di quelli che ci sono sulle piazze tradizionali. “Attraverso internet i ragazzi riescono a procurarsi a poco prezzo droghe sintetiche, fatte con sostanze chimiche improbabili, riprodotte in stanzini o nei sottoscala. Quello che spaventa non è tanto la dipendenza o l’assuefazione, ma i danni permanenti che questi stupefacenti provocano al sistema nervoso centrale. I principi attivi sono infatti più pericolosi e incontrollabili di quelli delle droghe classiche”.

Il prossimo fine settimana gli operatori della comunità saranno in cento piazze d’Italia, per promuovere la campagna di prevenzione “Fermiamoli prima”. “Oltre al recupero è importantissimo trovare fondi per finanziare le attività destinate ai ragazzi più giovani e agli studenti, che devono essere messi a conoscenza in maniera chiara e obiettiva dei danni che possono provocare le droghe”. In occasione della presentazione dell’iniziativa, sono stati diffusi i dati dell’Osservatorio di San Patrignano sulle dipendenze. Anche in questo caso i numeri sono in crescita. Nel 2015 infatti ci sono stati 468 ingressi nella comunità romagnola, con un aumento del 20% rispetto all’anno precedente. E le previsioni per il 2016 non sono confortanti, perché “ci potrebbe essere un altro incremento del 20%”.

Si tratta soprattutto di ragazzi, 391 in tutto, con un’età media di 29 anni, provenienti in maggioranza dalla Toscana, dall’Emilia Romagna e dal Veneto. Ma ci sono anche 30 minorenni. La droga più utilizzata, da circa l’86% delle persone, è la cocaina. Percentuale poco inferiore a quella di chi ha consumato hashish, pari a 84%. Il 58% circa poi ha fatto uso di eroina (267) ed ecstasy (265).“Significativo anche il fatto che il primo contatto con tutte le sostanze sia avvenuto durante l’adolescenza, in primis con l’hashish, fra i 14 e i 15 anni, poi con le droghe sintetiche attorno ai 16-17 anni. Attorno ai 18 si affacciano eroina e cocaina. Verso i 21 invece l’inizio di droghe per via iniettiva”.