La Ferrari a Baku raccoglie molto più di quanto ci si aspettava dopo le non esaltanti prestazioni espresse durante le giornate di venerdì e sabato. La Mercedes appare sempre lontana ed ancora inarrivabile, ed impensierisce il fatto che ancora non ha speso neppure un gettone sulla sua Power Unit. Attesa all’ennesima prova del “nove”, la Ferrari, al Gp d’Europa, conquista una seconda posizione che appare molto lontana nelle prestazioni rispetto alla Mercedes: la SF16-H risulta carente di carico aerodinamico ma anche di potenza del proprio motore. A nulla è valso il tentativo, al venerdì, di scaricare le ali per recuperare velocità sul rettilineo; cronometricamente infatti, si pagava troppo nel misto e la vettura risultava inguidabile e priva di capacità d’inserimento in curva.

Al sabato, e quindi anche per la gara, si è tornati a riutilizzare una configurazione poco più carica ma, seppur migliorando la prestazione, si è rimasti lontanissimi dalle Mercedes. Per quanto possa dire Marchionne, che ha parlato di motore Ferrari all’altezza di quello delle Frecce d’Argento, la pista di Baku ci dice che, nei primi giri di gara, Rosberg aveva accumulato un vantaggio cospicuo per poi controllarlo per tutto il resto della gara. Una monoposto, quella di Maranello, che, oltre a carenze di carico e carenze di potenza, resta difficile da settare. In un Gp risulta più veloce, in altri meno, e, come aveva dichiarato quindici giorni fa Jock Clear, i tecnici in rosso non avevano neanche capito il motivo di questi alti e bassi prestazionali.

Sul fronte Red Bull, invece, gara sicuramente deludente, viziata da una scelta estrema in qualifica nel tentativo di strappare la prima fila a Vettel in un giro “della morte” interpretato magnificamente da Ricciardo. Assetto scarico al posteriore che sul singolo secco ha pagato, ottenendo la seconda posizione, ma che in gara ha compromesso immediatamente la durata delle gomme. Certo è che questa Red Bull infastidisce la Ferrari forse più di quanto la Ferrari riesca ad infastidire le Mercedes. Non sarà la seconda forza del mondiale ma si rischia concretamente che lo possa diventare in modo continuo, nel finale di stagione.