E’ morto il bambino di due anni che martedì 14 giugno è stato trascinato in acqua da un alligatore vicino al Grand Floridian Resort di Disney a Orlando, in Florida. “Non c’è dubbio che il bambino è morto”, ha detto, nel corso di una conferenza stampa, lo sceriffo di Orange County, Jerry Demings, che ha anche fatto sapere che “ora le ricerche sono concentrate sul recupero del corpo”.

La polizia della contea, in un comunicato diffuso dall’ufficio dello sceriffo, ha spiegato che gli agenti stanno cercando il piccolo nelle acque della laguna, con oltre 60 persone dispiegate fra vice sceriffi e funzionari delle autorità per la fauna selvatica, ma senza successo. L’incidente è avvenuto alle 21.30 di martedì, le 1.30 della notte italiana, alla Seven Seas Lagoon, uno specchio d’acqua su cui si affacciano tre resort Disney, a due passi dal celebre parco di divertimenti. Il padre, riferiscono i media locali, ha tentato di strappare il piccolo dalle fauci dell’animale senza riuscirci. 

Il bambino era in vacanza con i genitori e i due fratelli sulla riva della laguna quando l’alligatore si è avvicinato e lo ha attaccato. “Come padre e come nonno voglio sperare per il meglio, ma sulla base della mia esperienza di 35 anni nelle forze dell’ordine so che abbiamo di fronte una situazione problematica”, ha detto lo sceriffo ai giornalisti. “Siamo sconvolti”, ha commentato un funzionario Disney dopo l’attacco.

Nel frattempo, il parco divertimenti ha chiuso le spiagge del resort in cui il bambino è rimasto ucciso: un portavoce di Disney, citato dalla Cnn, ha spiegato tale scelta come “eccesso di cautela”. Il direttore esecutivo della Commissione della Florida per la conservazione di pesci e fauna selvatica, Nick Wiley, ha poi riferito che le autorità che si occupano della fauna selvatica hanno catturato e ucciso quattro alligatori per esaminarli e rilevare eventuali tracce del bambino, che però finora non sono emerse.