L’esordio che non ti aspetti. Mettendo in mostra tutte le armi migliori e riuscendo a nascondere i difetti. Dal blocco Juventus al sacrificio di Eder, fino a Giaccherini rigenerato. E’ la nazionale di Conte, il vero ’10’ dell’Italia.

BUFFON Viene impegnato solo da un tiro sporco di Nainggolan, reso viscido dal terreno bagnato. Nella ripresa è bravo a occupare più spazio possibile sull’occasione capitata a Lukaku, costretto così ad angolare troppo. Per il resto comanda con la voce, da capitano. VOTO: 6

BARZAGLI  Solido, preciso e puntuale. Nonostante per età e caratteristiche degli avversari, sulla carta, avrebbe dovuto essere l’anello debole dei tre. Invece dopo una stagione straordinaria per rendimento e continuità, dimostra d’avere ancora fiato e muscoli da vendere. Sbava solo nel finale: comprensibile. VOTO: 7

BONUCCI L’assist con un lancio dei suoi, di quelle giocate che tante volte hanno fatto le fortune della Juve, è solo la ciliegina sulla torta in una partita memorabile. Preciso, puntuale, anche pulito. Non perde un contrasto contro Lukaku, che fisicamente dovrebbe dominarlo. Imperiale. VOTO: 8

CHIELLINI Fida spalla di Bonucci. Meccanismi che funzionano alla perfezione e solita grinta da vendere. I due si sostengono a vicenda: il lavoro sporco tocca a lui, e lo svolge egregiamente. Ogni tanto si permette libere uscite palla al piede, buone per guadagnare metri e respirare. VOTO: 7

DE ROSSI – Schermo davanti alla difesa, senza errori né assoli. Con esperienza. Fa filtro su Nainggolan, prova spezzare il ritmo a Hazard. Manca però in fase di costruzione, soprattutto nella mezz’ora in cui è il Belgio a condurre il ritmo della partita. VOTO: 6

PAROLO – In prima battuta soffre Witsel, poi sembra sempre sia un attimo in ritardo rispetto agli avversari. Gli tocca un cliente fisicamente scomodo, forse impossibile, come Witsel. Non sfigura. Sul versante opposto non si sbilancia mai, nonostante abbia tempi e modi per inserirsi. VOTO: 5,5

GIACCHERINI Uno spunto iniziale, poi tanti errori banali. Fino al momento in cui ruba il tempo ad Alderweireld e brucia Courtois con la freddezza di una grande punta, quella che manca all’Italia. Il suo gol cambia la partita, sua e degli azzurri. E infatti poco dopo va anche a chiudere su De Bruyne dentro l’area tappando una delle poche falle di Bonucci-Chiellini. VOTO: 7

DARMIAN Più quarto in difesa che quinto a centrocampo, in avvio è molto attento su De Bruyne. Ma la parte buona della sua partita finisce lì. Quando si inizia a fare sul serio, offre zero spinta e dietro balla più di tutti. Impreciso e fragile, la più nitida occasione del Belgio (con Lukaku) nasce da una sua palla persa. VOTO: 5

CANDREVA Primo tempo di contenimento su Hazard, con pochi spunti. Tiene i polmoni pieni per quando i compagni calano e lui, con la sua facilità di corsa, diventa pedina fondamentale per rifiatare e guadagnare minuti e metri importanti nel momento dell’assedio belga. Nel mezzo ci piazza un grande assist per Pellè, salvato da Courtois. E nel finale serve il bis sempre per l’attaccante leccese, che punisce. Prezioso. VOTO: 7

EDER – L’uomo più criticato degli undici, viste le alternative più fresche fisicamente e più prolifiche. Invece in questa nazionale da battaglia, tutta corsa e grinta, non sfigura. Gira spesso attorno a Pellè, mettendoci tanto spirito di servizio. Non punge, ma è utile e non si risparmia mai. VOTO: 6,5

PELLE’ – Nella prima mezz’ora è l’unico a cercare la porta con un tiro da fuori e fa un lavoro esagerato tra sponde e corpo a corpo selvaggi. Poi rischia di rimanergli sulla coscienza quel colpo di testa a porta quasi vuota. Meriterebbe mezzo voto in meno, ma impegna Courtois ancora di testa e nel finale mette il punto esclamativo sulla vittoria. VOTO: 7

DE SCIGLIO – Entra per Darmian e come chi occupava il suo posto è in perenne sofferenza, sul lato dove il Belgio spinge di più. Non ha la gamba degli avversari, non si affaccia mai oltre la metà campo. VOTO: 5,5

IMMOBILE – Ti aspetti Zaza e invece spunta lui. Entra per dare corsa e respiro al contropiede. Lo fa egregiamente. Sia in solitario con una conclusione pericolosa disinnescata da Courtois, che trascinando i compagni come nell’azione da cui nasce il raddoppio di Pellè. VOTO: 6,5

THIAGO MOTTA – Un paio di proteste, un giallo e tanto trash talking d’esperienza. VOTO: s.v.

CONTE – Doveva essere il fuoriclasse di questa Nazionale. Eccolo, il vero numero ‘10’ dell’Italia, che non vinceva all’esordio in un Europeo dal 2000. Segnò proprio lui. Ora trascina gli azzurri a un altro successo inatteso. Lo fa a modo suo: dando al gruppo quel che serve, ovvero tranquillità e carica. La squadra è quadrata, attenta e senza sbavature. Rigenera Giaccherini, esalta il blocco Juventus. Diceva di non poter fare alcun miracolo. Di certo – e non se lo aspettava nessuno – ha presentato la miglior Italia possibile. Da subito. VOTO: 7,5