Un rapporto sul debito ma nessuna procedura di infrazione. E ampi spazi di flessibilità per il 2016 in cambio di “un impegno chiaro, scritto, nero su bianco, nel quale l’Italia assicura che nel 2017″ i conti pubblici saranno “conformi alle regole”, che “l’obiettivo di deficit dell’1,8% sarà rispettato” e che “saranno evitate deviazioni significative”. Così il commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici ha ufficializzato il verdetto emesso dall’esecutivo europeo sulla legge di Stabilità 2016 e su quelle degli altri Paesi. Le raccomandazioni specifiche per l’Italia trasmesse mercoledì dalla Commissione al Consiglio scendono poi nel dettaglio delle richieste di Bruxelles al governo Renzi: accelerare sulle privatizzazioni, spostare il carico fiscale dai fattori produttivi ai consumi e alle proprietà, combattere evasione fiscale e corruzione.

Le raccomandazioni: spostare tasse da lavoro a proprietà, rivedere termini di prescrizione – Roma dovrebbe innanzitutto agire quest’anno e l’anno prossimo per “accelerare l’implementazione del suo programma di privatizzazioni e utilizzare i proventi per velocizzare la riduzione del rapporto tra il debito pubblico” e il Pil. Questo mentre il governo rinvia ancora la vendita di una quota delle Ferrovie dello Stato, di cui ora si prefigura una fusione con Anas. Poi occorre spostare il carico fiscale dai fattori produttivi ai consumi e alle proprietà, ridurre le detrazioni fiscali e completare la riforma del catasto entro metà 2017. L’Italia deve anche prendere provvedimenti per ridurre l’evasione e aumentare l’adesione spontanea agli obblighi fiscali, anche attraverso i pagamenti elettronici.

Segue la richiesta di “intensificare la lotta contro la corruzione rivedendo i termini di prescrizione entro la fine del 2016″, ridurre la lunghezza delle cause civili e implementare la riforma della pubblica amministrazione adottando i relativi decreti attuativi, in particolare quelli sulle partecipate pubbliche, i servizi pubblici locali e la gestione delle risorse umane.

“Rafforzare servizi per l’impiego e adottare strategia anti povertà. Varare legge sulla concorrenza” – Segue la raccomandazione di “attuare la riforma delle politiche attive del mercato del lavoro, in particolare rafforzando l’efficacia dei servizi per l’impiego”, “adottare e applicare una strategia anti-povertà nazionale, con una revisione e la razionalizzare della spesa sociale“, “adottare e applicare rapidamente la legge in materia di concorrenza e prendere ulteriori iniziative per aumentare la concorrenza per le professioni regolamentate, il trasporto, i settori sanità e retail ed il sistema delle concessioni“. Il ddl Concorrenza è arenato al Senato da marzo, quando si è dimessa l’ex ministro dello Sviluppo Federica Guidi e ora che al suo posto si è insediato Carlo Calenda l’esame in commissione Industria dovrebbe ripartire la settimana prossima. Infine la Ue ribadisce la richiesta di “accelerare la riduzione dello stock di sofferenze bancarie, anche mediante ulteriori miglioramenti del quadro legislativo per quanto attiene l’insolvenza e il recupero crediti“.

Flessibilità a fronte di impegno a non sgarrare nel 2017 – La Commissione ha deciso che per quest’anno nessun Paese finisce sotto sanzione, neppure Spagna e Portogallo, nonostante non abbiano rispettato il target di riduzione del deficit. Bruxelles tornerà sulla situazione dei due Stati all’inizio di luglio. “Non è il momento giusto, economicamente o politicamente, di fare questo passo”, ha detto Moscovici. Sul fronte italiano, tutto come da anticipazioni: la Commissione ha dato ufficialmente il via libera alla richiesta di Roma di lasciar correre il deficit di quest’anno fino al 2,3% del pil, lo 0,85% del pil di quanto previsto. Uno spazio di manovra che comprende uno 0,1% per le spese sostenute per migranti e sicurezza e vale in tutto circa 13,6 miliardi di euro. In cambio, l’impegno del governo Renzi a non sgarrare nel 2017, quando il deficit/pil non dovrà superare l’1,8%. “Con Padoan abbiamo avuto uno scambio intenso e abbiamo ottenuto un impegno chiaro e scritto nero su bianco che l’Italia assicura che nel 2017 rispetterà le regole, e che terrà il deficit a 1,8%”, ha ribadito Moscovici. Tra le raccomandazioni fatte al nostro Paese si legge tra l’altro che Roma per essere pienamente rispettosa delle regole Ue deve “raggiungere nel 2017 un aggiustamento di bilancio verso l’obiettivo di medio termine di almeno lo 0,6%“.

Rapporto sul debito ma niente procedura – Per l’Italia, come per Belgio e Finlandia, è stato preparato – come già annunciato – un rapporto sul debito. Dopo aver esaminato i “fattori rilevanti” invocati dai tre Paesi per giustificare la mancata riduzione, la Commissione ha però deciso che non ci sono le condizioni per aprire una procedura. “Prevediamo che tutti e tre siano globalmente in linea” con le regole del Patto, ha detto Moscovici, anticipando: “Guarderemo al progetto di legge di stabilità di ottobre con attenzione e faremo una nuova analisi“. Entro novembre, “quando ulteriori informazioni sulla ripresa del cammino di aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine per il 2017 saranno disponibili”, ci attende dunque una nuova verifica. Nel frattempo Bruxelles avverte che “un ulteriore aggiustamento fiscale e un’attuazione energica delle riforme strutturali per rilanciare la crescita nel medio-lungo periodo restano cruciali per raggiungere una riduzione del debito soddisfacente”.

Tesoro: “Raccomandazioni? Governo è già intervenuto” – Il Tesoro ha risposto alle raccomandazioni con una nota sul proprio sito in cui sostiene che le raccomandazioni  “riguardano aree sulle quali il governo è già intervenuto”. In particolare “sono già state varate numerose misure di alleggerimento della pressione fiscale sui fattori produttivi: l’abolizione del costo del lavoro dalla base imponibile dell’Irap a partire dal 2015, il super-ammortamento sugli investimenti in beni materiali strumentali dal 2016, la riduzione dell’aliquota Ires a partire dal 2017 nonché l’erogazione del bonus 80 euro a partire dal 2014″. Quanto alle detrazioni fiscali, “la riforma del fisco già pienamente operativa prevede che il governo annualmente proceda allo loro revisione complessiva”. La fatturazione elettronica, “che il governo promuove tra i privati, è già obbligatoria nei confronti della pubblica amministrazione dal 2015”. E “per quanto riguarda il sistema bancario è stato messo in campo uno straordinario sforzo di riforma per favorire il consolidamento del settore e la trasparenza nella gestione, mentre per favorire la riduzione dei crediti deteriorati sono state offerte garanzie sulla cartolarizzazione delle sofferenze (Gacs) e sono state semplificate e velocizzate le procedure concorsuali“. In riferimento al campo sociale, il ministero segnala infine che “governo e Parlamento stanno lavorando congiuntamente per adottare un piano anti-povertà che prevede, tra l’altro, un fondo a favore delle famiglie disagiate con figli affetti da disabilità“.