Fuxia People e Fratelli d’Italia a Milano, Sinistra Italiana a Roma: in entrambe le città le liste dei candidati ai rispettivi consigli comunali sono state ricusate, fermando così la loro corsa alla conquista di Palazzo Marino e di piazza del Campidoglio.

A Milano lo stop è arrivato nella notte dalla commissione elettorale circondariale, l’organo misto che ha il compito di controllare la regolarità delle firme e dei documenti: secondo la commissione il modulo di dichiarazione di accettazione della candidatura alla carica di consigliere comunale presentato da Fuxia People e Fratelli d’Italia è lo stesso di 5 anni fa, ed è quindi antecedente ai cambiamenti apportati dalla legge Severino del 2012 per quanto riguarda le condizioni ostative alla candidatura. “Tale dichiarazione – fanno sapere dal coordinamento milanese di Fratelli d’Italia – è invece presente nelle accettazioni di tutti i candidati nelle nove liste per i municipi”.

È regolare anche il modulo riguardante la candidatura a sindaco di Milano di Maria Teresa Baldini, leader di Fuxia People, che ha dichiarato: “Presenterò ricorso al Tar che è tenuto ad esprimersi entro breve, ma quanto accaduto fa capire come per il mondo civile il problema non sia affatto la magistratura, ma la burocrazia: la contestazione riguarda l’utilizzo di un modulo pre-stampato contenente riferimenti differenti e non aggiornati rispetto ai moduli più recenti. Tutto questo doverebbe far riflettere sulle criticità che riguardano la politica e, di conseguenza, i cittadini”. Dello stessa parere anche Stefano Fassina, candidato sindaco nella capitale con Sinistra Italiana, che ha dichiarato: “Abbiamo appreso con stupore che la commissione elettorale ha respinto le nostre liste dalla competizione per Roma. Si tratta di una decisione che, se fosse confermata, altererebbe pesantemente l’esito delle elezioni amministrative nella Capitale. Presentiamo subito ricorso e nelle prossime ore decideremo quali ulteriori iniziative intraprendere”.

Più cauti da Fratelli d’Italia, che in un comunicato del coordinamento milanese spiegano: “Prima di ogni eventuale ricorso al Tar previsto dalla legge in tali casi, i presentatori della lista FdI-AN stanno avanzando, entro il termine di ammissibilità della lista una istanza di revisione allo stesso organo (Commissione Elettorale Circondariale di Milano) allegando le dichiarazioni di insussistenza delle cause di incandidabilità sottoscritte da tutti i candidati della lista al Comune”.