L’Agenzia delle Entrate alza bandiera bianca di fronte alla “piccola” evasione. Una circolare pubblicata giovedì spiega che da ora in poi l’amministrazione “affinerà” la qualità dei controlli per evitare lo “spreco di energie” in “contestazioni puramente formali o di ammontare esiguo”. Questo per concentrarsi sulle “concrete e rilevanti situazioni di rischio”. E venerdì Rossella Orlandi, direttrice dell’Agenzia delle Entrate, in un’intervista a Repubblica ha confermato l’orientamento dell’ente: “Con questa operazione noi risparmiamo il 10 per cento del tempo di lavoro che fino ad oggi destinavamo alla minutaglia e ci concentriamo sulla lotta all’evasione più incallita e pericolosa“.

Orlandi ha spiegato che la sua Agenzia farà una distinzione tra pesci grandi e pesci piccoli. “Il tax gap, che misura la differenza tra quanto si paga e quanto si dovrebbe pagare, non è tutto composto da evasione della medesima tipologia – ha spiegato la direttrice – Ci sono moltissimi contribuenti che si trovano nella categoria degli evasori solo per colpa e non per dolo, come si direbbe nel diritto penale. Pensi ai casi di dimenticanza, di errore, di mancata informazione”. E in una lettera inviata ai dipendenti, Orlandi spiegava che l’obiettivo è “rendere più agevole l’adempimento dell’obbligo fiscale, evitare che comportamenti superficiali, arroganti o vessatori portino ulteriore legna al fuoco dell’evasione”. Nei piani di Orlandi, il contraddittorio diventerà “il cuore dell’accertamento sugli immobili“: il contribuente “deve poter esporre le sue ragioni prima di essere oggetto di accertamento, non dopo”.

Entrando nel merito della circolare, il documento spiega che “l’Amministrazione dovrà affinare sempre di più la qualità dei controlli, evitando lo spreco di energie in contestazioni puramente formali o di ammontare esiguo e concentrandosi piuttosto su concrete e rilevanti situazioni di rischio. Le presunzioni fissate dalla legge a salvaguardia della pretesa erariale (ad esempio gli studi di settore) saranno applicate secondo criteri di proporzionalità e ragionevolezza, grazie alla collaborazione del contribuente che potrà dimostrare e giustificare eventuali anomalie”. Stretta anche sulle indagini finanziarie, che diventeranno “uno strumento da utilizzare solo a seguito di un’attenta analisi del rischio e quando è già in corso un’attività istruttoria”.

Sul versante dei rapporti con le imprese, l’Agenzia delle entrate si impegna a stipulare “in determinati ambiti, accordi preventivi per regolare in anticipo il trattamento fiscale di alcune operazioni, implementerà la cooperative compliance con le grandi imprese, e porterà avanti anche la gestione e la lavorazione delle istanze della voluntary disclosure“. L’ente si propone di portare avanti il contrasto all’evasione “mettendo a disposizione dei contribuenti nelle comunicazioni inviate gli elementi di cui è in possesso con l’obiettivo di favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari”. E in questo senso si annuncia anche che, tra le altre, debutterà una nuova comunicazione unica destinata a persone fisiche e imprese individuali, per cui, nel 2012, sono emerse anomalie legate, tra l’altro, a redditi da locazione immobiliare, di lavoro dipendente, di partecipazione, di capitale, o plusvalenze di beni relativi all’impresa.