Valentino Rossi domina a Jerez, conquista la prima vittoria stagionale e rovina la festa spagnola sul circuito di casa. L’assolo del Dottore, con piccolo brivido a metà gara per il forcing di Jorge Lorenzo, spezza il dominio dei piloti iberici, che occupano tutte le posizioni dalla seconda alla sesta posizione. Dietro le due Yamaha, infatti, si piazzano le Honda di Marc Marquez e Dani Pedrosa, poi le Suzuki di Alexi Espargarò e Maverick Vilanes. Altra giornata nera per le Ducati, con Andrea Iannone solo settimo – ma autore di una gran rimonta dopo essere scivolato in 14esima posizione – e Andrea Dovizioso costretto al ritiro al decimo giro da un inconveniente tecnico.

La gara regala poche emozioni e nessun sorpasso nelle prime posizioni. Rossi infatti scatta bene dalla pole position, difende il primato nelle prime curve e poi fa il vuoto arrivando al traguardo con oltre quattro secondi di vantaggio su Lorenzo, minacciato solo a tratti da Marquez, dopo che il pilota di Cervera era stato impegnato dal compagno di squadra Pedrosa, bravo a superarlo in avvio prima di essere ripreso e messo dietro.

È l’unico duello per il podio, perché mentre le Honda battagliano, Rossi scava curva dopo curva il solco da Lorenzo. Il maiorchino, al podio numero 100 in carriera, prova a recuperare nella parte centrale della gara, mangiando un secondo di distacco tra il 17esimo e il 21esimo giro, ma la reazione di Valentino è veemente e nei successivi tre rispedisce il campione del mondo a 4” di distanza andandosi a prendere il 113esimo successo in carriera.

Il Dottore torna così a vincere dopo un digiuno che durava da Silverstone dello scorso anno e lo fa un circuito particolare, perché “casa dei rivali Lorenzo e Marquez, dove non metteva tutti in riga dal 2009 e l’ultimo successo “straniero” era stato di Casey Stoner nel 2012.

Week end perfetto per il pilota di Tavullia, a -9 nove successi dal mito Giacomo Agostini, dopo la pole position di sabato. La classifica generale vede ora Rossi sempre in terza posizione (58 punti) ma con uno svantaggio minore rispetto a Lorenzo (65) e Marquez, primo con 24 lunghezze da Valentino. L’ennesima prestazione negativa delle Ducati, arrivata dopo l’annuncio della firma di Lorenzo dal prossimo motomondiale, mette in luce nuove (e inaspettate) difficoltà per la casa di Borgo Panigale. Dopo quattro gran premi – tra cadute, errori e problemi tecnici – Dovizioso e Iannone non hanno mai concluso entrambi una gara. Un po’ poco per chi a inizio stagione contava di dar fastidio a Yamaha e Honda. Il duopolio continua invece imperterrito. La vera incertezza riguarda la classifica piloti. Valentino ha chiarito che la stagione è lunga e per nulla scontata.

“È stato un weekend perfetto, abbiamo cominciato ad andar veloce fin dall’inizio, abbiamo lavorato molto bene e la moto in gara è stata fantastica”, è il commento del marchigiano. “Devo ringraziare tutto il team Yamaha. Sapevo di avere un buon passo – continua – ho fatto una buona partenza e mi sono sentito bene fin dall’inizio e ho spinto, è stata una vittoria e un giorno speciale”.

“Potevo vincere se non fossi stato frenato da una gomma, quella posteriore, che a un certo punto ha cominciato a scivolare. Sì, Valentino andava forte, però io stavo alla grande”, ha detto Jorge Lorenzo a Sky. “Mi dispiace per questo problema perché, dopo una partenza lenta, mi stavo riprendendo”, ha concluso il campione del mondo. “Quando ho capito che non potevo tenere il ritmo di Rossi e Lorenzo ho preferito pensare al Mondiale e conquistare 16 punti preziosissimi. A volte bisogna essere realisti e accontentarsi”, ha confessato Marquez a Sky. “In gara non ho avuto lo stesso feeling di venerdì, la mia moto scivolava abbastanza. Spingere di più avrebbe voluto dire prendersi rischi inutili, il terzo posto va bene”.

Dopo la premiazione il Dottore ha tirato fuori la sua innata verve: “Che goduta a essere nel mezzo, sul podio, più in alto di quei due”. Ai microfoni di Sky, Valentino ha tirato fuori cosa aveva dentro da tempo: “Mi aspettavo di essere competitivo, però la mia era una speranza non una certezza. Dopo la pole ho pensato che non ero tanto male. Poi, pochi istanti prima di partire, il mio meccanico mi ha detto ‘Vale, davanti a tutti dal primo all’ultimo giro’: non mi è sembrata una brutta idea”.

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