Erano passate poche ore dall’arresto di tre anarchici, due uomini e una donna, quando quattro bottiglie molotov sono state lanciate all’alba contro una caserma dei carabinieri in via Aretina a Firenze. Delle quattro bottiglie incendiarie, solo due sono esplose: le fiamme, domate dai vigili del fuoco, hanno bruciato il motore di un condizionatore, ma non hanno causato feriti.

Secondo gli investigatori, gli arresti e il gesto incendiario sono collegati tra loro. Durante la notte, una pattuglia dei carabinieri è intervenuta in un villa in via Carlo Alberto dalla Chiesa, dove si stava tenendo un rave. Ne è scaturito uno scontro con i partecipanti alla festa e sul posto sono poi arrivati anche agenti della polizia di Stato e della polizia locale: tre anarchici sono stati arrestati e una decina di forze dell’ordine sono finite in ospedale.

Intorno a mezzanotte, poi, alcune decine di anarchici si sono radunate sotto la questura di via Zara: bloccati da un cordone di agenti, i manifestanti si sono allontanati poco dopo, senza che si verificassero disordini. Il lancio delle quattro molotov contro la caserma di Rovezzano è avvenuto solo alcune ore dopo, verso le 5.

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha chiamato il comandante dei carabinieri di Firenze “per esprimere a lui e a tutta l’Arma piena solidarietà per l’aggressione subita dai nostri carabinieri alla caserma di Rovezzano”. Per il sindaco, si tratta di “una vile reazione al coraggioso intervento che le forze dell’ordine e i vigili urbani hanno condotto questa notte in città”. A questi agenti, a quelli contusi in particolare, vanno gratitudine e vicinanza mia e della città per l’impegno a tutela della sicurezza della comunità fiorentina”.

Poco più di 24 ore prima un commando aveva sparato una raffica di colpi di kalashnikov contro la stazione dei carabinieri di Secondigliano, quartiere a nord di Napoli.