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Nessy Guerra, rinviata al 7 dicembre l’udienza per l’affidamento della figlia

Nuovo rinvio a Hurgada dopo il cambio del giudice. Respinta la richiesta dell’ex marito di vedere la bambina in aula. Depositati anche i video sulle invettive contro l’Islam: il giudice ha chiesto informazioni sulla denuncia presentata dai genitori di Nessy.
Nessy Guerra, rinviata al 7 dicembre l’udienza per l’affidamento della figlia
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È stata rinviata al 7 dicembre l’udienza per l’affidamento della figlia di Nessy Guerra, la 27enne sanremese bloccata da tre anni in Egitto e condannata per adulterio dopo l’accusa dell’ex marito Tamer Hamouda. A disporre il rinvio è stato il tribunale di Hurgada, a causa del cambio del giudice: il magistrato che presiedeva il procedimento è infatti andato in pensione per raggiunti limiti di età. L’udienza era già stata rinviata a oggi rispetto alla precedente data del 6 agosto.

Alla seduta di mercoledì mattina erano presenti l’avvocato egiziano di Guerra e l’ex marito, che si è presentato senza un legale. Secondo quanto riferito da fonti legali, Hamouda avrebbe chiesto al giudice che la bambina fosse accompagnata in aula per poterla vedere. I difensori di Nessy Guerra si sono opposti, ritenendo che l’incontro potesse essere pericoloso per la bambina. Il giudice ha accolto la richiesta dei legali e ha impedito l’incontro.

Durante l’udienza è stato inoltre sottoposto all’attenzione del giudice un video pubblicato da Hamouda su TikTok, nel quale l’uomo, in italiano e con sottotitoli in arabo, pronunciava invettive contro la religione islamica. Il giudice, riferiscono le fonti, si sarebbe detto molto colpito dalle immagini, nonostante il tentativo dell’uomo di disconoscerne la pubblicazione. “Dopo tre anni che seguo il caso vedo una luce in fondo al tunnel”, ha commentato l’avvocata sanremese di Nessy, Agata Armanetti, secondo cui “finalmente lo squilibrio di Tamer viene in qualche modo riconosciuto” e questo “toglie credibilità alle sue richieste”. La legale ha inoltre sostenuto che l’uomo e la sua famiglia d’origine non sarebbero nelle condizioni economiche di provvedere alla bambina.

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