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Badanti straniere reclutate, sfruttate e private dei documenti: 101 denunciati in diverse province

L’inchiesta della Guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Bolzano, ha scoperto una rete attiva soprattutto in Alto Adige e ramificata in altre regioni. Oltre cento donne avrebbero ricevuto documenti falsi e ceduto parte dello stipendio in cambio di lavoro e di una fittizia regolarizzazione.
Badanti straniere reclutate, sfruttate e private dei documenti: 101 denunciati in diverse province
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Gli venivano tolti i documenti, controllate in “modo pervasivo” e sfruttate. Questo il destino di cittadine straniere che lavoravano come badanti come scoperto emerso dall’inchiesta della Guardia di finanza che ha scoperto una organizzazione dedita al favoreggiamento e allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina. Il gruppo era attivo perlopiù nel territorio altoatesino, ma aveva ampie ramificazioni in altre zone del Paese come l’Emilia-Romagna, la Toscana e la Calabria. Al vertice del gruppo c’erano due cittadine georgiane, con il compito di reclutare in patria connazionali in cerca di occupazione: giunte in Italia in clandestinità, venivano sistemate in case messe a disposizione da un cittadino italiano complice, per poi venire assegnate a famiglie ignare in cerca di collaboratrici domestiche.

Quest’ultime erano rassicurate dal fatto di essersi rivolte ad un’agenzia di collocamento di Merano, che però era anch’essa complice e informata dello status di cittadine extracomunitarie delle lavoratrici. In questo modo, oltre cento donne georgiane hanno ottenuto documenti di identità contraffatti e falsi codici fiscali, figurando così come cittadine comunitarie a tutti gli effetti. Tuttavia, venivano private dei loro documenti originali, venivano trasferiti da una famiglia all’altra in base alle convenienze di rete senza avere voce in capitolo, e dovevano cedere parte del proprio salario alle due donne al vertice dell’organizzazione in cambio dell’impiego e della fittizia regolarizzazione.

Le indagini, portate avanti dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Bolzano e condotte dalla Procura di Bolzano sotto il coordinamento del Procuratore aggiunto Igor Secco, hanno portato alla denuncia a vario titolo di 101 persone fisiche per reati gravi, tra cui l’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (caporalato), il possesso e la fabbricazione di documenti d’identificazione falsi, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, l’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio dello Stato. Sono state eseguite perquisizioni nelle province di Bolzano, Trento, Udine, Crotone, Reggio Emilia, Reggio Calabria, Gorizia, Pordenone, Pisa e Bologna al fine di rinvenire falsi documenti, supporti informatici e ulteriore documentazione utile alle indagini. I finanzieri hanno già proceduto all’arresto in flagranza di reato di 29 persone, trovate in possesso di documenti falsi validi per l’espatrio, poi opportunamente sequestrati.

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