Udine potrebbe essere la Caporetto del Napoli, il luogo dove si decide il campionato. Gli azzurri perdono il passo della Juventus e la testa al Friuli, davanti a un Udinese rigenerata dall’arrivo di De Canio. Bruno Fernandes e Cyril Théréau, un gol nel recupero del primo tempo, le espulsioni di Sarri e Higuain, due rigori contro (uno parato) affondano le speranze dei partenopei che scivolano a 6 punti dalla Juve, capace di piegare anche l’Empoli nell’anticipo arrivando alla vittoria numero 19 nelle ultime venti partite. Un passo ora insostenibile anche per la banda di Sarri, cacciato da Irrati per proteste, come Gonzalo Higuain.

A 7 giornate dalla fine, mentre il Napoli viene tradito da allenatore e goleador, i bianconeri ritrovano i gol (pesanti) di Mario Manduzkic, il castigatore dell’Empoli dopo quattro mesi di digiuno. Il miglior modo per presentarsi allo sprint finale: nelle prossime tre settimane, i campioni d’Italia affronteranno Milan (sabato 9), Lazio (mercoledì 20) e Fiorentina (domenica 24) mentre a Higuain e compagni toccheranno Inter (sabato 16) e Roma (lunedì 25). E il colpaccio dell’Udinese – che si mette al riparo dalla zona più calda della classifica – fornisce speranze anche alla Roma, travolgente nel derby contro la Lazio.

Il poker rifilato ai biancocelesti – il cui allenatore Stefano Pioli è stato esonerato – lancia i giallorossi a -4 dal Napoli e spedisce la Fiorentina, bloccata dalla Sampdoria in casa, a -7 punti. Se l’Inter non risponde nel posticipo contro il Torino, la questione Champions sarà chiusa. Sempre più aperta, invece, la corsa all’Europa League: lo scivolone del Milan a Bergamo, rimette in corsa il Sassuolo. Appena un punto divide rossoneri ed emiliani: se la squadra di Mihajlovic non vince la Coppa Italia, dovrà difendere il sesto posto dall’attacco dei neroverdi per qualificarsi in Europa League. In zona salvezza pesanti i successi dell’Atalanta e del Genoa, trascinato dalla tripletta di Suso.

RISULTATI (tra parentesi gli assist)

Carpi-Sassuolo 1-3: 4’ Sansone (Defrel), 25’ Gagliolo (Pasciuti), 35’ Defrel (Sansone), 73’ Acerbi (Sansone)

Ammoniti: Gagliolo, Bianco, Verdi (C); Sansone, Magnanelli, Vrsaljko (S)

Juventus-Empoli 1-0: 44’ Mandzukic (Pogba)

Ammoniti: Lichtsteiner, Zaza (J); Tonelli, Paredes (E)

La testa di Mandzukic, la leadership di Paul Pogba e l’inciampo del Napoli. La Juventus prepara la festa per il quinto scudetto consecutivo. Restano infatti due soli veri ostacoli, stando al calendario e al mostruoso ruolino di marcia dei bianconeri, alla 20esima vittoria nelle ultime 21 partite. Sono due trasferte: il 9 aprile a San Siro contro il Milan e il 24 aprile contro la Fiorentina. Visti i risultati di questo week end, Allegri può dormire tranquillo. Anche perché la sua Juve conoscere solo il verbo vincere e ogni domenica, nonostante gli infortuni e la stanchezza per la lunga rincorsa, continua a trovare risorse per schiacciare l’avversario di turno. Contro l’Empoli è toccato a Mario Mandzukic, che non aveva ancora segnato nel 2016. Una zuccata del croato, servito da Pogba, sempre più il faro juventino, basta per stendere l’Empoli, arrivato allo Stadium con la giusta personalità e pericoloso in più occasioni. Ma tra Buffon e la mira scentrata, non c’è stato verso di rallentare il passo dei bianconeri. Il resto ce l’ha messo l’Udinese. Più sei punti sul Napoli. Più che un tesoretto da amministrare, sembra una garanzia di cinquina.

Udinese-Napoli 3-1: 14’ Fernandes (rig), 24’ Higuain, 46’ Fernandes (Zapata), 57’ Thereau (Widmer)

Ammoniti: Heurtaux, Kuzmanovic, Widmer (U); Koulibaly, Ghoulam, Jorginho, El Kaddouri, Mertens (N) Espulsi: Higuain (N) Rigore sbagliato: Bruno Fernandes (parato da Gabriel)

L’espulsione di Sarri, il minuto di follia di Gonzalo Higuain, arrivato a mettere le mani addosso all’arbitro, frustrato dal trentesimo inutile gol in campionato. Sono le fotografie della probabile resa del Napoli davanti allo strapotere della Juventus. Più che una guerra sul campo, sembra ormai una guerra di nervi. E i bianconeri li hanno più saldi. Il vantaggio accumulato tra lo scontro diretto, risolto negli ultimi minuti da Zaza, e gli altri tre punti guadagnati grazie alla sconfitta di Udine appaiono una montagna insormontabile: può una squadra capace di lasciare appena 2 punti alle ultime ventuno avversarie, mollarne almeno 6 nelle prossime 7 partite? Difficile, e il Napoli lo ha compreso. Anche per questo il vantaggio dell’Udinese nel primo quarto d’ora – è accaduto cinque volte nelle ultime nove partite – ha subito mandato in crisi i partenopei. Non è bastato il pareggio del solito Pipita a ridare slancio a una squadra lenta, a tratti impacciata, che ha rischiato di affondare ancora su rigore. La parata di Gabriel ha solo rimandato il raddoppio friulano, arrivato poco prima dell’intervallo a causa di una topica dello stesso portiere, schierato al posto di Reina (infortunato). Nella ripresa ti aspetti la rivolta napoletana e invece arriva il tris, calato da Thereau dopo una splendida discesa di Widmer. Poi la follia di Higuain e poco altro. La Juve ringrazia.

Atalanta-Milan 2-1: 5’ Luiz Adriano (rig), 44’ Pinilla (Masiello), 62’ Gomez (de Roon)

Ammoniti: Cigarini (A); Bertolacci, Zapata, De Sciglio (M)

K.o. a Bergamo, a secco di vittorie da quattro partite, ora il Milan rischia anche di perdere il treno dell’Europa League. Resta appena un punto di vantaggio sul Sassuolo: se non dovesse vincere la finale di Coppa Italia, sarà decisivo tenere alle spalle i neroverdi per accedere alla seconda competizioni continentale. Non la meriterebbe, il Milan, per quanto fatto vedere negli ultimi due mesi. Dopo l’ottima rincorsa a cavallo tra 2015 e il 2016, i rossoneri si sono spenti e sembrano totalmente svuotati. Contro l’Atalanta passano subito in vantaggio con Luiz Adriano, su rigore. Sarebbe la situazione ideale per un pomeriggio tranquillo, invece arriva il consueto calo di tensione e gli uomini di Reja, in cerca di punti pesanti per archiviare il discorso salvezza, ne approfittano. La spettacolare “cilena” di Pinilla alla fine del primo tempo rimette tutto in pari e ‘gasa’ i bergamaschi, pronti a punire la mollezza della difesa rossonera con Gomez dopo un quarto d’ora della ripresa. Nel finale solo i calci piazzati tirati da Mario Balotelli creano qualche apprensione a Sportiello. E ora Berlusconi dovrà digerire un altro boccone amaro.

Chievo-Palermo 3-1: 6’ Cacciatore (Meggiorini), 28’ Gilardino (Brugman), 53’ Rigoni (Cacciatore), 74’ Birsa

Ammoniti: Floro Flores (C); Struna, Andjelkovic (P)

Fiorentina-Sampdoria 1-1: 24’ Ilicic (Borja Valero), 39’ Alvarez

Ammoniti: Rodriguez (F); Krsticic, Cassani (S) Espulsi: Correa (S)

Genoa-Frosinone 4-0: 43’ Suso (Rincon), 59’ Suso, 72’ Rigoni (Dzemaili), 76’ Suso

Ammoniti: Perin (G); Dionisi, Gori, Gucher, Ajeti (A)

Lazio-Roma 1-4: 15’ El Shaarawy (Digne), 64’ Dzeko, 75’ Parolo (Klose), 83’ Florenzi, 87’ Perotti

Ammoniti: Patric, Cataldi, Biglia, Candreva (L); Nainggolan, Rudiger (R) Espulsi: Hoedt (L)

Il derby senza tifo, giocato davanti ad appena 25mila persone, è cosa della Roma, che blinda il terzo posto e avvicina il secondo del Napoli. Per 75 minuti i giallorossi controllano la partita in lungo e in largo: subito in vantaggio con El Shaarawy, al sesto gol sotto la guida di Spalletti, arriva anche il raddoppio con Dzeko, che batte Marchetti al primo pallone buono. A quel punto reagisce la Lazio, che per un quarto d’ora mette alle corde i cugini e accorcia con Parolo. Ma è un fuoco di paglia, bagnato dall’errore di Felipe Anderson sugli sviluppi di un calcio d’angolo e spento definitivamente dalle sventole di Florenzi all’83esimo e da Perotti quattro minuti più tardi. Sono gli ingredienti perfetti per spedire la Lazio a 21 punti di distanza e mettere le giuste distanze da chi precede e segue in classifica. In dodici partite sulla panchina della Roma, Spalletti ha collezionato 10 vittorie, un pareggio e una sconfitta mettendo a segno 30 gol. Sono numeri che fanno dei giallorossi una seria candidata al secondo posto: il Napoli dista 4 punti e il 25 aprile andrà all’Olimpico a difendere il vantaggio. La Lazio non ha invece più obiettivi e paga ancora una difesa disordinata, svogliata e tecnicamente povera. Il campionato dei biancocelesti è virtualmente già finito. L’allenatore, Stefano Pioli, è stato esonerato e la squadra sarà diretta da Simone Inzaghi. (Lorenzo Vendemiale)

Inter-Torino 1-2: 17′ Icardi (rigore), 55′ Molinaro (Maxi Lopez), 73′ Belotti (rigore)

Ammoniti: Bruno Peres, Molinaro, Belotti (T); Esplusi: Miranda, Nagatomo (I)

Bologna-Verona 0-1: 42′ Samir (Viviani)

Ammoniti: Maietta, Giaccherini, Ferrari (B); Viviani (V)

CLASSIFICA (*una partita in meno)

Juventus 73

Napoli 67

Roma 63

Fiorentina 56

Inter 55

Milan 49

Sassuolo 48

Lazio 42

Chievo 41

Genoa 37

Bologna 36

Atalanta 36

Empoli 36

Torino 36

Udinese 34

Sampdoria 33

Carpi 28

Palermo 28

Frosinone 27

Verona 22