“Una di quelle scoperte che capitano una sola volta nella vita di un archeologo”, raccontava Aurelia Lupi, che per conto della Soprintendenza ai Beni archeologici del Lazio, tra giugno e luglio 2013, ha partecipato alla campagna di sondaggi preventivi su un’area interessata da un progetto di edilizia, sulla via dei Laghi all’interno dei cosiddetti Muri dei Francesi, una proprietà privata corrispondente al Barco dei Colonna. La scoperta “eccezionale” è quella della villa attribuita a Marco Valerio Messalla Corvino, comandante nella battaglia di Azio del 31 a.C., ma soprattutto mecenate di poeti e intellettuali d’età augustea. Ritrovamento reso unico dalla presenza di una serie di sculture straordinarie. Sette statue pressoché integre, di oltre due metri d’altezza, che illustrano il mito di Niobe e dei Niobidi. “Queste statue entreranno nei manuali di storia dell’arte classica”, affermava la Soprintendente Elena Calandra a gennaio 2013.

Due anni dopo, il rischio che ogni cosa finisse per essere inghiottita dai circa 55mila metri quadrati di edilizia previsti in quest’area era tutt’altro che svanito. Nonostante il vincolo di tutela diretta posto nel 1935 sulle strutture barocche di quella che fu la tenuta dei principi Colonna. Nonostante le previsioni errate sulla crescita della popolazione di questa periferia di Ciampino, comune famoso più che altro per la presenza dell’aeroporto. Nonostante diverse interrogazioni parlamentari. Nonostante la scoperta, che aveva fatto il giro del mondo rilanciata da testate prestigiose, avesse contribuito all’inserimento del sito tra i 2014 World Monuments Watch del World Monuments Fund, i siti culturali a rischio, da tutelare e preservare.

Situazione incerta, ma non definita soltanto grazie all’impegno spasmodico del movimento Ciampino Bene Comune. Sembrava che patrimonio archeologico e paesaggistico dovessero avere la peggio anche questa volta. Poi, un primo segnale. nell’ottobre 2015, il vincolo sull’intera area da parte della Soprintendenza paesaggistica. I circa 20 ettari dell’intera Tenuta, parte di proprietà pubblica, parte privata, dichiarati inedificabili perché “di interesse culturale particolarmente importante”. Ma questo non basta. Sul sito esiste da alcuni mesi un progetto ben più ambizioso. Un progetto curato da Ciampino Bene Comune e dal Forum di Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio, con il determinante contributo di Paolo Maddalena, Vice Presidente emerito della Corte costituzionale. La proposta, che sarà resa pubblica il prossimo 18 marzo a Ciampino, prevede che i circa 3,4 ettari della Tenuta dei Francesi di proprietà privata, in considerazione del suo valore sociale, tornino ad essere pubblici.

“Attraverso un’azione popolare vogliamo impugnare e far valere quanto dispone l’articolo 42 della Costituzione, dove al Comma 2 il diritto alla proprietà non é considerato tra quelli inviolabili”, si legge nel documento per la presentazione della proposta. Il ragionamento è chiaro ed evidentemente supportato. “I terreni individuati, attualmente di una Società srl in stato fallimentare, su cui grava un procedimento per violazione del Codice dei Beni Culturali … e su questi insistono sia gli edifici seicenteschi lasciati crollare che i coevi Casali e il muro di cinta che, seppur vincolati, a breve rischiano di subire la stessa sorte. La funzione sociale di questi Beni culturali vincolati è chiara, così come è drammaticamente accertato il loro completo stato di abbandono; si tratta di un caso manifesto da parte del privato di sottrarsi volontariamente alla cura del bene in sua proprietà, determinandone, semmai, una sua funzione antisociale, diseducativa”

Non sarà facile. Non accadrà in tempi brevi. A Ciampino si sperimenta un modello che, se avrà successo, promette di mutare molte situazioni italiane. In un arco temporale nel quale si cambia la Costituzione, il tentativo di applicarne i dettami é già una notizia. Comunque vada.